Viterbo – Occupa un appartamento Ater e si difende dicendo:”Non lavoro, sono disperato”. Ma finisce a processo per invasione di edificio.
L’uomo, secondo l’accusa, avrebbe occupato l’appartamento di proprietà dell’ente di via Garbini dopo averne sfondato la porta. “Sul portone d’ingresso c’erano evidenti tracce di effrazione”, racconta al giudice Roberto Migno un agente della polizia locale intervenuto dopo la segnalazione di un’anziana donna, madre dell’intestatario dell’appartamento.
“Una volta sul posto – continua il poliziotto – abbiamo trovato la signora bussare alla porta. Era chiusa e l’uomo all’interno non voleva aprire. Così per entrare abbiamo dovuto buttarla giù. La casa era disabitata da un anno, c’era solo qualche mobile ma nulla di prezioso. Anzi, era sporca e piena di ragnatele, ma le utenze erano attaccate”.
Nonostante l’intervento di polizia e carabinieri, l’uomo ha opposto resistenza: non aveva alcuna intenzione di lasciare l’appartamento. “Si è attaccato a una gamba del tavolo – spiega l’agente di polizia – e non voleva uscire dall’immobile. Si è difeso dicendo di essere disperato, non aveva lavoro né una casa dove andare. Ma dopo un’ora, mentre ascoltavamo alcuni testimoni, ha chiuso la porta ed è scappato”.
Già identificato, è comunque finito a processo. Tra un anno la prossima udienza.

