Marta – Riceviamo e pubblichiamo – Venerdì 2 marzo si è ripetuto, come negli anni passati, il miracolo uomo-natura. Nelle limpide acque di fronte l’incubatoio ittico Madonna del Monte, i pescatori hanno effettuato la prima semina dei piccoli avannotti di coregone, circa 4 milioni di piccoli pesci di questa specie ittica.
Tutto si è svolto alla presenza di tantissime persone e tra gli occhi stupiti degli studenti della scuola primaria delle classi terza A e B dell’istituto omnicomprensivo Fratelli Agosti di Bagnoregio, che già la scorsa settimana erano venuti a visitare l’incubatoio, accompagnati dai docenti. Ad attendere e accompagnare le scolaresche al loro arrivo a Marta il presidente della cooperativa pescatori Andrea Garofoli Andrea (detto Sampei) che ha illustrato l’iter delle semine nel nostro lago a cui i piccoli si sono mostrati attenti e interessati.
Quella dei pescatori di Marta è stata una prima semina di avannotti di coregone, a cui ne seguiranno altre durante il mese di marzo, prelevate dalle piccole vaschette dell’incubatoio ittico Madonna del Monte che si trova a due passi dal porto dei pescatori, dove vengono attraccate le barche. Un risultato molto positivo quello di questo anno, all’interno della struttura comunale dell’incubatoio ittico di Marta, uno dei più grandi d’Europa, dove nei mesi di dicembre e gennaio, milioni di uova di coregone sono andate a riempire le 36 campane di vetro, chiamate di Zug.
Dentro la struttura, sotto l’occhio attento dei pescatori, dopo il tempo di maturazione, circa 37/38 giorni, stanno venendo alla luce milioni di avannotti, che, come sempre, andranno a ripopolare il lago di Bolsena. Risultati incoraggianti con il tempo del fermo pesca, che ha permesso la cattura dei riproduttori più grandi dei coregoni, abbondanti nei mesi di dicembre e gennaio, che una volta spremuti dalle uova, hanno portato a una esponenziale numero degli stessi di circa 7 chili, per ogni campana di vetro.
Tanta soddisfazione da parte degli addetti all’incubatoio che, con pazienza, hanno seguito le varie fasi di maturazione delle uova. Un dato positivo e strepitoso che va ad aggiungersi a quello degli anni passati, per il ripopolamento di questa specie di pesce così genuino e sano, che va ad arricchire il nostro bacino. Milioni di avannotti, di piccoli coregoni, con la prima semina di qualche giorno fa sono andati a ingrossare la grande famiglia di questa specie prelibata, chiamata la spigola di acque dolce, in un lago incontaminato e dalle limpide acque. Ingredienti naturali che rendono il prodotto ittico sicuramente il più genuino e pregiato degli altri laghi d’Italia.
La garanzia di questo dato positivo in parte si è ottenuta grazie a un sistema idraulico che sfrutta la stessa acqua del lago, e dai pescatori, che sono i veri custodi del lago, che con la loro esperienza, durante la maturazione delle uova, ne seguono costantemente la loro crescita all’interno delle campane di vetro con attenzione e impegno. I risultati nel corso degli anni hanno registrato una costante crescita. Dati importanti e soddisfacenti che non vengono a caso, ma che sono frutto di lavoro e impegno da parte dei lavoratori del lago, finalizzato ad arricchire quel patrimonio ittico che non è a vantaggio solo dei pescatori, ma di tutta l’economia dei paesi del bacino, legata alla lavorazione, trasformazione e commercializzazione del prodotto.
In questi ultimi mesi l’incubatoio di Marta è stato visitato a scopo didattico da numerose scolaresche del Viterbese, che si sono recante nella struttura posta di fronte al lago per ammirare da vicino le campane di vetro, dove si trovavano immerse le uova incubate e le vaschette piene di avannotti. Venerdì mattina, sotto l’occhio attento delle telecamere dei fotografi e degli studenti, i pescatori dai contenitori posti sulle barche, hanno preso il largo e gettato in acqua 4 milioni circa di avannotti, che come una grande nuvola, hanno preso il largo e tempo tre anni, raggiungeranno la grandezza e il peso standard per essere pescati.
Danilo Piovani



