Viterbo – (g.f.) – “Per Orlando, nel Lazio quasi un plebiscito da parte dei giovani”. Luca Fantini, responsabile regionale Giovani democratici ne prende atto e Viterbo non fa eccezione, o così i ragazzi di Generazione Y si augurano.
Lanciato anche nella Tuscia il movimento di under 35, che alle primarie sostiene la candidatura a segretario nazionale Pd, il ministro Orlando.
Presentazione non in una stanza di un circolo o una sala della federazione. La scelta è un bar. Luogo d’incontro, simbolo d’apertura verso coetanei da coinvolgere. Ce n’è bisogno.
“I giovani si sono allontanati dal Pd – spiega Melissa Mongiardo – a Viterbo un movimento c’è e sta lavorando, ma Generazione Y è un movimento fuori dal movimento giovanile”. Idee non mancano, serve una buona politica e magari pure di qualche over 35 disposto ad ascoltare.
“Siamo in una fase di crisi politica e sociale – osserva Mongiardo – che si autoalimentano e la politica che semplifica non rende facile guidare i cittadini verso le istituzioni”.
Tempo di cambiare, iniziando da categorie ormai superate. “Non ragionare più in base a schemi vecchi – continua Mongiardo – comunisti da una parte, democristiani dall’altra. Sono termini che la mia generazione non ha mai vissuto e tanto meno chi è ancora più giovane.
Continuare a ragionare su queste categorie non fa bene alla politica”.
Una generazione social, ma che vuole ridare vita ai circoli. Una delle proposte da sottoporre a Orlando, oltre a diritti civili, fine vita, legalizzazione e recupero delle periferie.
Generazione Y sostiene Orlando, ma non contro Renzi.
“Su Orlando – osserva Luca Fantini – è quasi un plebiscito nel Lazio, da parte dei giovani e noi lo sosteniamo non contro Matteo Renzi o contro chi lo appoggia. Sostenere Orlando vuol dire anche rafforzare Renzi o la futura leadership che verrà. Non indebolirla. Altrimenti saremmo usciti”.
Si susseguono gli interventi, tra gli altri, Flavia Facchinetti, Gianfranco Bellucci, Omar Fantini. Venuti ad ascoltare, anche qualche over 35. I deputati Mazzoli e Terrosi e Pollastrelli.
Europa, che sia unione vera, qualche critica alla passata gestione del partito, il lavoro, ma anche cos’è sinistra e cosa dovrà diventare, al centro del dibattito.
Ma soprattutto, speranza e sogni che la politica dovrebbe tornare a portare ai giovani.



