Fidene – Riceviamo e comunichiamo – E’ un’escalation di terrore, siamo diventati il bersaglio prediletto delle frustrazioni della gente, dei problemi esistenziali dei cittadini. Chiunque si sente autorizzato e libero di sfogarsi contro il personale viaggiante e i mezzi pubblici. Sassaiole, aggressioni e ora gli spari. Qualche settimana fa è toccato a un treno della Laziali-Giardinetti e adesso a un autobus.
All’alba di questa mattina, intorno alle 6,10 in via Radicofani a Fidene, un bus comandato sulla linea 336 è stato raggiunto da cinque colpi di arma da fuoco, sparati sul parabrezza.
Siamo sconcertati, per fortuna che i proiettili non sono riusciti a oltrepassare il vetro, altrimenti le conseguenze per l’autista sarebbero state drammatiche. Non bastano più le nostre denunce, le cabine blindate, il riconoscimento della figura di pubblico ufficiale. Servono risposte concrete, dato che è impossibile utilizzare i carri armati. Ci vuole la certezza della pena per esempio, lo diciamo da tempo. A rimetterci sono gli autoferrotranviari con il loro misero stipendio che ogni giorno rischiano anche la vita per erogare un servizio pubblico. Questo è inconcepibile. Se non riceveremo rassicurazioni saremo costretti a ricorrere ad azioni forti, come bloccare tutti i mezzi in uscita.
Renzo Coppini
Segretario regionale del Sulct
