Castiglione in Teverina – “Ti faccio vedere come si ammazza un uomo che non ritira una denuncia”. Sono le parole minacciose dette da un romeno cinquantenne residente a Castiglione in Teverina a un connazionale 46enne il 26 febbraio 2010, mentre la vittima stava potando gli olivi.
Il giorno prima, il cinquantenne aveva già aggredito la moglie 44enne dell’agricoltore. Un vero e proprio agguato, secondo l’accusa. L’avrebbe fermata in aperta campagna – dopo averla seguita in auto – strattonandola, prendendola a pugni in testa, stringendola al collo e cercando infine di spingerla in una scarpata, mentre lei cercava disperatamente di afferrare il telefonino caduto a terra per chiedere aiuto.
La donna si sarebbe salvata aggrappandosi con tutte le sue forze a un palo. “Ieri tua moglie è scappata viva, ma se non fai come ti dico io, ammazzerò te e lei”, avrebbe insistito il romeno, che era stato denunciato dal connazionale per un presunto tentativo di estorsione. La denuncia non è stat ritirata e il cinquantenne è stato poi condannato ad una pena di 5 anni in primo grado, diventati un anno e mezzo in appello.
Ieri per il romeno è arrivata una nuova condanna nel processo in cui era accusato di lesioni, minacce e violenza privata dalla coppia, che si è costituita parte civile con l’avvocato Luca Nisi. Il giudice Giacomo Autizi, sentito il difensore Remigio Sicilia, lo ha assolto dall’accusa di violenza privata e condannato solo per lesioni e minacce. Ma ha anche accolto la richiesta della coppia di una provvisionale immediatamente esecutiva – tremila euro alla moglie e mille euro al marito – a titolo di anticipo sul risarcimento definitivo, da quantificare in sede civile.
