Viterbo – “Un listone unico del centrodestra anche nella Tuscia”. Giuseppe Talucci Peruzzi, portavoce provinciale di FdI, fa eco alle dichiarazioni di Giulio Marini (FI) sulla necessità di ricompattare il centrodestra per arrivare vincenti alle elezioni.
Peruzzi si riferisce in particolare ad alcuni importanti comuni che andranno al rinnovo. Nella lente, c’è soprattutto Tarquinia, ma anche Montalto e Ronciglione. Il portavoce di FdI non ammette passi falsi e avanza una proposta.
“Domenica – dice Talucci Peruzzi -, Giorgia Meloni ha lanciato l’idea di un listone unico del centrodestra per le amministrative di Genova che ha di base la volontà di lavorare tutti insieme. Una proposta accolta da Toti, Salvini e altri esponenti del centrodestra.
Vogliamo unire le diverse anime dello schieramento sui temi del sovranismo, perché l’Italia e gli italiani tornino a essere padroni della propria moneta e soprattutto della propria nazione. Cosa che, ora, non sta più accadendo. Il primo nemico di tutto ciò è il Pd, insieme a chi ci governa”.
Peruzzi vuole dunque trasferire il modello Genova nella Tuscia. “A Tarquinia – continua il portavoce – dovremmo applicare questa idea, definendo prima di tutto quali siano i paletti del centrodestra ed escludendo inciuci col Pd e con chi sta amministrando su tutti i livelli col centrosinistra.
Il territorio deve tornare al centro. Ed ecco perché il listone unico potrebbe essere una buona soluzione e un segnale importante, che è poi lo stesso che abbiamo provato a dare in occasione delle elezioni provinciali, quando, invece di fare più liste a sostegno di Bartolacci, ne è stata fatta una unica. È stata la dimostrazione che il centrodestra può essere unito e può avanzare una proposta valida, appetibile e convincente”.
Ma coinvolgere chi?
“Forza Italia – spiega Talucci Peruzzi -, Fratelli d’Italia, Noi con Salvini e tutta la galassia di partiti minori che sono nati, in questi anni, da costole del Pdl e che si riconoscono in una chiara identità, che è quella di voler mettere al centro la sovranità dell’Italia nell’attività politica. Perché questa, tra la vicenda degli immigrati e la sudditanza verso la Bce, negli ultimi anni è stata fortemente ridimensionata. Per citare un esempio fatto dalla Meloni, le leggi europee in Italia vengono ratificate, mentre, in Germania, questo avviene solo se non confliggono con la costituzione tedesca.
È importante che ci si riconosca in certi valori per portare avanti un progetto serio. Una fase di aggregazione e allargamento dei confini che ha il suo limite dall’altra parte del campo, e cioè nel Pd e in chi ci governa insieme”.
Andare uniti, per Talucci Peruzzi, si può:”È possibile e auspicabile, come già diceva Giulio Marini. E visto che tutto deve ripartire dalla base, che deve tornare a decidere, le primarie devono suggellare certe idee. Un confronto di una pluralità di candidati che, pur sotto lo stesso ombrello, hanno sfaccettature diverse, ma che sono un arricchimento. Chi avrà più consenso tra la gente sarà quindi scelto. Insomma primarie non “fratricide” ma per unire sempre di più”.
Tra il dire e il fare… le primarie, nel centrodestra, per Talucci Peruzzi, c’è stato di mezzo qualcuno: “Se, se ne è sempre parlato e non si sono mai fatte, bisogna chiedere il motivo a chi, per venti anni, ha fatto il leader dello schieramento e ha avuto paura di metterle in campo. E non mi riferisco solo a Berlusconi, ma anche ai responsabili a livello locale. È pure vero che c’è stato un momento in cui questa stagione sembrava inutile, e cioè quando Berlusconi aveva più consenso ed era il più rappresentativo. Oggi, per noi, non è più così e dobbiamo chiedere chi lo sia adesso, a livello nazionale e anche locale.
Adottiamo il modello del listone, identifichiamo chi davvero sente di appartenere al centrodestra ed escludiamo qualsiasi tipo di inciucio. Ora come ora è tutto molto grigio. Definiamo i colori e andiamo avanti.
Vogliamo presentare una proposta credibile e far sì che i nostri candidati vengano scelti nella maniera più democratica possibile, cioè con le primarie”.
Peruzzi sottolinea poi l’impegno dell’opposizione in comune. “I nostri consiglieri vanno avanti in maniera ferrea e convinta, anche se ormai le vicende di palazzo dei Priori sono una barzelletta che non appassiona più i viterbesi già da tempo. Michelini non c’è, non sta facendo il sindaco e se vuole dedicare ai cittadini un altro anno come questo, facesse pure. Noi – conclude Talucci Peruzzi – auspichiamo che si dimetta, perché alla fine è inutile controbattere a chi non fa”.
Paola Pierdomenico
