Viterbo – (g.f.) – “Campo all’ex Fiera di Viterbo, adesso basta”. Sulla struttura che accoglie sessanta migranti, il consigliere Giulio Marini è netto. La misura è colma.
Realizzata in deroga a norme urbanistiche e quindi con una durata limitata nel tempo, novanta giorni, il termine è scaduto, stando al dirigente all’Urbanistica del comune Emilio Capoccioni, tra il 19 e la fine di marzo.
Ma dalla prefettura, che ha realizzato il campo per affidarlo a privati, ancora nulla.
“In realtà – spiega Marini – la prefettura ha risposto alla lettera del dirigente. In maniera interlocutoria, nessuna data definitiva, cercheranno una soluzione, ma nessun impegno”.
Quello che a Marini e agli altri esponenti d’opposizione e non solo, non va giù, è che il venir meno dei presupposti a costruire, se avesse riguardato un privato, dal comune non sarebbero andati tanto per il sottile.
“A questo punto – spiega Marini – è inevitabile che dovremo farci valere. Non possiamo stare ad aspettare i comodi altrui. Se passati tutti i termini siamo in presenza di un abuso, siamo in presenza di un abuso. Punto”.
Di conseguenza: “Oltre all’interrogazione in Senato da parte di Aracri – ricorda Marini – è chiaro che dovremo pensare ad altro. Si tratta di una situazione istituzionale atipica.
La discussione sul bilancio ci ha fatto un po’ perdere di vista il problema, ma non si può fare finta di nulla”.
Se ne discute nelle prossime ore. “Sentirò i colleghi d’opposizione sulle iniziative da portare avanti, insieme decideremo quale possa essere la via migliore, ma è chiaro che qualcosa va fatto”.


