Viterbo – Si parla della forza dei sindaci, ma si parte dalla debolezza. I migranti e lo scarso ruolo che i primi cittadini hanno nella gestione dell’accoglienza.
Alle Terme dei Papi, Noi con Salvini chiama diversi primi cittadini, Gemona del Friuli, Cassino, ma anche un consigliere di Terracina e poi, due della Tuscia, Leonardo Michelini da Viterbo e Fabio Bartolacci da Tuscania. Doveva esserci pure Sergio Pirozzi da Amatrice, bloccato a Roma. Legati da eventi sismici che hanno colpito i rispettivi territori. Ma l’immigrazione è il tema centrale.
Michelini si presenta in una veste inedita. Dietro al simbolo di Noi con Salvini, circondato da colleghi di centrodestra, Lega, Udc. Si prende anchepiù di un applauso dal pubblico che ascolta e approva. Bacchetta quando il discorso vira troppo sul politico-elettorale, ma in ogni caso, se dovesse andargli male col centrosinistra, la cravatta verde è già pronta nel cassetto. Resta al tavolo anche quando il coordinatore regionale spiega le ragioni per cui votare la Lega.
Fa gli onori di casa Umberto Fusco, coordina Enrico Maria Contardo. C’è pure il senatore Lega Nord Consiglio Nunziante. Che si pone una domanda: “Abbiamo veramente in mente che tutta l’Africa sia svuotata e portata in Europa?”.
Parla poi delle zone terremotate, la solidarietà alle zone colpite dal sisma ad agosto. Ma anche lo ius soli. “Un bambino nasce in Italia, poi che fai, la mamma la rimandi indietro? E il papà?
Non voglio una piscina con il telo, maschi da una parte e maschi dall’altro – spiega Nunziante – chi viene qua si adegua. A Bergamo ci sono extracomunitari, lavorano. Sono regolari. Questa è integrazione. Parlano bergamasco come me”. Poi guarda verso i sindaci: “Io lo sono stato e oggi sono i parafulmine di tanti problemi”.
In sala c’è molto centrodestra locale, presente, passato e futuro. Nando Signorelli, che chiude i lavori, Goffredo Taborri, Giulio Marini, Giovanni Arena, Laura Allegrini, il sindaco di Tessennano, Nicolai. Al tavolo pure Salvatore Sfrecola.
Leonardo Michelini per i richiedenti asilo invoca il rispetto dei numeri e delle percentuali. “Che siano applicate – osserva Michelini – se si è stabilito il 3,5 per mille, a Viterbo ne possiamo ospitare 250. Non di più. Abbiamo subito una situazione di certo non onorevole, il campo all’ex Fiera di Viterbo. Sarà chiuso, così ha assicurato il prefetto”.
A Tuscania, sottolinea Fabio Bartolacci, sono accoglienti. “Ricordo venti anni fa – dice il primo cittadino – quando arrivarono gli albanesi, diversi sono stati accolti a Tuscania, la gente li aiutava, si sono integrati. Molti di loro sono diventati cittadini di Tuscania. Ma oggi la situazione è diversa, ci siamo impoveriti.
La gente ha problemi di lavoro, di soldi e inevitabilmente ovunque senti dire dei soldi che si spendono, tanti, per l’accoglienza. Inevitabile”.
A Tuscania, per effetto del terremoto, ci sono circa cinquecento alloggi. Se ne liberano una ventina l’anno. “Per fare in modo che andassero a residenti a Tuscania – osserva Bartolacci – abbiamo inserito una norma semplice. Chi è residente, italiano e non, ha dieci punti in più in graduatoria. Un punto in più l’anno. Perché altrimenti rischiamo di essere discriminanti con gli italiani. E oggi, persone albanesi arrivate tanti anni fa, hanno il massimo di punteggio, perché sono italiane a tutti gli effetti”.
Francesco Zicchieri, coordinatore regionale Lazio Noi con Salvini, è consigliere comunale a Terracina ed è uscito dalla maggioranza, in contrasto con le scelte del sindaco sui migranti. “Tra Sprar e Cas non ci sono differenze – osserva Zicchieri – è sempre un business. Sempre con cooperative, i primi in accordo con i comuni e gli altri, gestiti da privati.
Siamo usciti dalla maggioranza, avremmo voluto condividere la scelta e non subirla. Avevamo detto no a progetti Sprar senza un censimento vero della situazione. Abbiamo due ghetti, un quartiere ormai degradato, con case svendute a poco prezzo. Pretendevamo che il sindaco si battesse per la nostra città e la difendesse”.
Paolo Urbani, sindaco Udc di Gemona del Friuli, nel suo comune oggi non ha problemi. “Noi abbiamo detto no, ma non possiamo dire no a privati che siglano accordi con la prefettura, bypassando i comuni. Abbiamo trenta profughi, alloggiati in una borgata con parecchi problemi all’arrivo, poi rientrati”.
A Cassino la situazione è paradossale. Così la descrive il primo cittadino Carlo Maria D’Alessandro. “Abbiamo aderito allo Sprar da anni – ricorda D’Alessandro – poi di notte sono arrivati 97 profughi in tre palazzine di cui due non agibili, senza allacci o scarichi. Ce ne potevano stare massimo 25, ce n’erano 97. Ho emesso ordinanza di sgombero, impugnata subito al Tar.
Dopo sette giorni arriva la risposta dai giudici, che nella sostanza mi dicono come io, in quanto sindaco, non ho competenza in materia d’immigrazione, ma spetta solo alla prefettura. Quindi, l’ordinanza vale niente e i profughi restano dove sono”.
Giuseppe Ferlicca











