Viterbo – Cocaina a San Pellegrino, spacciatore a processo. Nome in codice: “Carlos”.
Dalle manette, alla sbarra. “Carlos” è stato arrestato in flagrante da due carabinieri in borghese, alla vigilia di ferragosto del 2016. Erano passate da poco le 21 quando si è incontrato con cinque ventenni venuti apposta in macchina a Viterbo da Soriano nel Cimino. Per telefono si erano dati appuntamento in centro, sotto il duomo. Uno di loro ha consegnato a “Carlos” 350 euro in cambio di cinque dosi di cocaina, per una quantità complessiva di circa 5 grammi di sostanza stupefacente.
Subito dopo “Carlos” e i cinque ragazzi sono stati bloccati dai due carabinieri vestiti in abiti civili che, appostati, ne stavano seguendo passo, passo le mosse. In tre sono stati sentiti oggi davanti al giudice Silvia Mattei, nel processo in cui “Carlos”, assistito dall’avvocato Remigio Sicilia, deve rispondere di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. L’imputato è agli arresti domiciliari.
Il contatto con i giovanissimi sarebbe stato casuale. “L’avevo conosciuto in un locale e mi aveva dato il numero del cellulare – ha spiegato in aula uno dei ventenni -. Quel giorno l’ho chiamato di pomeriggio e lui ci ha dato appuntamento, stabilendo luogo e ora. Alle 21,15 sotto il duomo. E’ stato un attimo. Uno di noi cinque gli ha dato i soldi e lui la cocaina. Subito dopo lo scambio sono intervenuti i carabinieri, in borghese, che ci hanno fermati”.
Si torna in aula a maggio, con altri tre testimoni dell’accusa.
