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“Siamo devastati, ci occuperemo di bambini siriani”

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Santa Marinella - Il blitz della polizia nella casa famiglia

Santa Marinella – Il blitz della polizia nella casa famiglia

Santa Marinella - Il blitz della polizia nella casa famiglia

Santa Marinella – Il blitz della polizia nella casa famiglia

Santa Marinella – Presunti abusi alla casa famiglia per minori disagiati “Monello del mare” di Santa Marinella, processo al via oggi a Civitavecchia. Nel frattempo, a distanza di due anni, il direttore della struttura, un 57enne originario della Tuscia che fu arrestato nel maggio 2015, sta valutando un progetto internazionale per l’apertura di una comunità per bambini e ragazzi in Siria. 

A rivelarlo a Tusciaweb è il diretto interessato, Fabio Tofi, nato e cresciuto a Montefiascone. “In questi ultimi due anni, in tanti mi hanno proposto di riaprire la comunità. Ma dopo questa terribile esperienza ho sempre detto di no. Basta con l’Italia, se coi nostri giovani deve andare a finire così.  Ora mi hanno chiesto di collaborare con l’Onu per aprire una comunità per bambini in Siria. Si tratta di un progetto internazionale, ci sto pensando”. 

Cinque gli imputati, tra i quali Fabio Tofi, la moglie e tre operatrici. Accusati a vario titolo di maltrattamenti aggravati, violenza sessuale e lesioni aggravate. Tra le presunte vittime due sorelle viterbesi, i cui genitori sono a loro volta sotto processo per abusi sessuali e maltrattamenti in famiglia. Tra leparti offese inizialmente c’era anche un altro minorenne viterbese, un ragazzo, che però ha smentito tutto durante l’incidente probatorio.

Imponente il numero dei testimoni – 94 persone – presentati dal difensore di Foti, l’avvocato Vincenzo Dionisi del foro di Viterbo, secondo il quale “le denunce sono il frutto di una vendetta”. “Sono tutti testi qualificati – sottolinea il legale – tra i quali spiccano tre magistrati del tribunale per i minorenni di Roma, un deputato e la psicologa che segue Angelo Izzo, uno degli autori del delitto del Circeo”. 

“Avremmo potuto citare 400-500 testimoni – spiega Foti – abbiamo tuto il mondo dalla nostra parte, le porte erano aperte a tutti, ci hanno sostenuto tirocicnanti dell’università e professionisti. Di tutto quello che è stato detto, non è vero niente. Io e mia moglie siamo devastati dal dispiacere”. Tutt’oggi dice di essere uno stimato professionista: “Sono uno psicologo e ho uno studio a Roma. Non ho perso un cliente, nessuno ha sospeso la terapia, hanno sempre massima fiducia. Mia moglie continua a lavorare coi minori, come ha sempre fatto”. 

La situazione ambientale, negli ultimi tempi, nella casa famiglia di Santa Marinella sarebbe stata insostenibile: “Notti insonni, musica alta, le ragazze col doppio telefonino. Le sgridate venivano da comportamenti poco consoni. Il processo si fa in tribunale, ma quello che mi colpisce è che le due sorelle viterbesi le abbiamo tanto aiutate, erano seguite da due psicologhe a nostre spese. Una ha fatto un corso per animatrice nei villaggi vacanze, la sorella che è una bravissima cantante l’abbiamo fatta lavorare. Credo che sia stato sciacallaggio”.


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