Viterbo – “Oggi una parte diffusa dei militanti Pd, Orlando lo deve ingraziare, perché ha capito un punto. C’è da salvare il partito, perché negli ultimi anni è stato distrutto”. Domani le primarie per scegliere il futuro segretario Democratico e il senatore Ugo Sposetti ribadisce le ragioni del voto ad Andrea Orlando. Contro Renzi che ha distrutto e abbandonato il partito e che se uscirà rafforzato dal voto: “Farà il matto per tornare alle elezioni al più presto”. Mentre per Orlando, qualsiasi risultato, vista la situazione, sarà un successo.
Senatore Sposetti, perché ritiene che il Pd sia stato distrutto?
“Intanto, il risultato del referendum, ancora non compreso da Renzi. Il 4 dicembre c’è stata una ribellione da parte di una grande maggioranza del popolo italiano contro il Pd e il suo segretario. Incentrando il referendum su se stesso, il popolo ha risposto esprimendo un giudizio negativo sul suo operato. Ecco perché c’è da salvare il Pd e Orlando si è messo alla testa di tanti di noi che lo vogliono salvare”.
In che modo?
“Non accettando una scissione silenziosa. Lasciamo stare l’uscita ultima di alcuni dirigenti, il Pd è in grande affanno. Si sta consumando una diaspora silenziosa. E il silenzio è la cosa più pericolosa. Tutti i comportamenti silenziosi lo sono. Se si manifesta il disagio facendo rumore si può intervenire. In silenzio no. Orlando va apprezzato, perché è facile correre quando si è certi di vincere. Quando invece la lotta è impari e il vento contrario, c’è bisogno di grande passione, coraggio e tanta forza politica e questo lo ha dimostrato in campagna elettorale”.
Facile per lei dirlo, è un suo forte sostenitore…
“Non solo sono un suo convinto sostenitore, ma dieci o dodici mesi fa ho molto insistito con lui affinché si preparasse alla battaglia per la segreteria. Ha condotto una campagna elettorale molto seria e pure nel confronto televisivo ha dimostrato di essere il candidato più solido e meglio attrezzato politicamente. Dobbiamo rompere questo senso comune per il quale non ci sono più destra o sinistra. I valori della sinistra sono molto forti nella società: uguaglianza, opportunità, reddito, ricchezza, lavoro, istruzione ascensore sociale, finché ci sono questi ragionamenti, la sinistra c’è. Il problema è come un partito si organizza nel terzo millennio, per dare agibilità politica a milioni di persone, punto che Renzi non ha voluto mai affrontare”.
Perché Orlando e non Renzi?
“Quando uno dirige, deve unire e non dividere. Renzi fino a oggi ha sempre diviso. Si governa con tutti, da un consiglio comunale a un’associazione di volontariato. Lui che viene dall’esperienza dei boy scout, lo dovrebbe sapere. Chi organizza e ha un ruolo, cerca di unire. Non si lascia nel bosco chi si perde. Non è ma successo, anzi, anzi tutti lo vanno a cercare per reinserirlo nel gruppo. È possibile costruire un centrosinistra in Italia? O sì o no. Questo è il punto. Il problema vero è il lavoro, il lavoro, il lavoro… Il lavoro e i giovani, che nonostante le mance che il Pd ha dato attraverso un governo di nostra espressione, ci hanno voltato le spalle. Il 4 dicembre, prima con le trivelle, ma anche oggi e tutti politologi ci dicono che i ragazzi non vogliono sentir parlare del Pd. Chi ha fatto campagna in queste settimane si è accorto del rifiuto manifestato, quando li avvicini e gliene parli. C’è da ricostruire l’amore tra partito e cittadini”.
È così sbagliato che il segretario sia anche premier?
“Con Renzi non ha funzionato. Il partito lo ha abbandonato e definitivamente distrutto. Può funzionare se hai costruito un gruppo dirigente. Altrimenti, se non lo hai fatto, ma hai vicino solo amici e fedelissimi, non funziona. Difatti non ha funzionato”.
Dovesse vincere Renzi, che consiglio si sente di dargli?
“Renzi è un uomo non desidera consigli e non li ha mai ascoltati. Io gli consiglierei di sciogliere la fondazione che raccoglie fondi per la sua attività politica. Un segretario agisce attraverso il partito e non con una fondazione personale, che io scioglierei subito”.
Cosa pensa della possibile alleanza con Berlusconi, dando per scontato che per vincere occorre unirsi ad altre forze?
“Il punto vero è l’ubriacatura sul risultato delle Europee, quando una parte dell’elettorato moderato ha dato fiducia a Renzi, nella convinzione che Renzi e il Pd al governo fossero in grado di fermare l’avanzata del Movimento 5 stelle. Così non è stato. Non si vogliono capire le motivazioni di quel risultato. Se i 5 stelle sono in crescita, sta tutto nella rabbia contro i potenti, la finanza e soprattutto, non avere un lavoro. Se non ho un’occupazione, dove vado? Quindici anni fa, partiti e sindacati facevano da collettore di rabbia e malcontento. Oggi questi due sistemi sono in crisi. Lo si è visto nel referendum Alitalia. I lavoratori hanno votato no, non contro il piano costruito dal ministro, dai vertici Alitalia o dai manager. Il problema è la rabbia. Non c’è dissenso in quel voto, al piano di rinascita, ma rabbia. Espressa in modo massiccio. Orlando nella sua campagna ha messo in evidenza queste cose. Si deve lavorare per ricostruire un centrosinistra e non dire dall’inizio, io faccio un accordo con Berlusconi. Se continuiamo a ripetere questa ipotesi di lavoro, i 5 stelle cresceranno settimana dopo settimana”.
Si riuscirà a varare una legge elettorale o si andrà al voto alla meno peggio?
“La legge bisogna farla, non si può votare con questo sistema. Non c’è storia”.
Quando è bene che si torni al voto?
“Io penso che ci sono impegni, la legge elettorale, si arriverà a scadenza naturale. Poi qualche incidente può sempre esserci. Penso che se dalle primarie non esce rafforzato Orlando e indebolito Renzi, quest’ultimo farà il matto per andare al voto il prima possibile. E allora il Pd prenderà la seconda batosta dopo quella del referendum. A quel punto, chiederemo a Renzi di togliere il disturbo”.
Per le primarie abbiamo una viterbese in lista a Roma con Orlando, Melissa Mongiardo. Sfida Giuseppe Fioroni schierato con Renzi. Come la vede?
“Non mi sono interessato di liste e la composizione non mi interessa. Ho pensato a trovare voti per Orlando. Poi, ci possono essere le legittime ambizioni di chi vuole far parte di un consesso, cosa che io non ho”.
Cosa si aspetta come risultato per Orlando dalle primarie?
“Il risultato che raggiungeremo è una vittoria. 30, 40 per cento è una vittoria nella situazione data. Con iscritti falsi, senza un dibattito vero, Andrea Orlando ha cercato alzare il tono della discussione, entrare nei problemi. Renzi è sfuggito ai confronti, ha dimostrato tutti i suoi limiti e anche una non robusta e solida preparazione politica. Considero il risultato di Orlando il 30 aprile un successo. Qualunque esso sia”.
Cosa si sente di dire ai potenziali elettori?
“Li invito ad andare a votare domenica per Orlando. Quando si apre la scheda, è il primo a sinistra. Va bene. Si apre la scheda, il primo a sinistra che compare è Orlando, facile”.
Giuseppe Ferlicca





