Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentile redazione, scrivo per segnalare quanto la grave mancanza di punti di raccolta comunale per rifiuti ingombranti ed elettronici mostra forti probabilità di contribuire a danneggiare sempre più il nostro territorio.
I punti di raccolta (Riello, Zona Volpara e Grotte Santo Stefano), gestiti da Viterbo Ambiente, sono ormai tutti chiusi e così molte strade di campagna e zone protette, come la Riserva naturale dell’Arcionello e la Palanzana, si stanno trasformando sempre più in discariche a cielo aperto.
Facendo una telefonata al call center di Viterbo Ambiente, si potrà scoprire che i punti di raccolta sono chiusi per bonifica – e stupisce che siano fuori uso tutti e tre insieme – inoltre che gli operatori possono prendere in consegna solo alcune tipologie di rifiuti e che tutte le apparecchiature elettroniche non sono contemplate nel ritiro.
Stupisce quindi che i nostri vari aggeggi elettronici, che ormai fanno parte della nostra quotidianità postmoderna, non abbiano un luogo ufficiale dove essere “sepolti”. Le possibilità per i cittadini potranno essere due, cui equivalgono due tipologie di cittadinanza:
1. Tenere in casa il materiale elettronico in disuso o rotto fino a data da destinarsi. E, quindi, si può certamente affermare che le persone che decidano di aspettare pazientemente una nuova soluzione da Viterbo Ambiente e dall’amministrazione comunale, siano i cittadini più attenti e lodevoli verso il proprio ambiente;
2. Infilare cavi elettrici, tastiere, vecchi cellulari o mp3 (e se dice bene, non sono frigoriferi o lavatrici) in un bel sacco nero e poi depositarlo lontano dalla città, del resto, si sa, che lontano dagli occhi è lontano dal cuor. In questo caso, però, i cittadini che preferiscano questa soluzione non si possono definire civili nei confronti di “madre natura”.
E, quindi, che fare? La domanda è certamente di difficile risposta, poiché ci si aspetterebbe più attenzione e organizzazione da Viterbo Ambiente ma anche dalla nostra amministrazione comunale, che potrebbe – forse – punzecchiare con più decisione l’azienda che si occupa dei nostri rifiuti o, ancora meglio, prendere in mano la situazione e dare una risposta alla cittadinanza.
Mi permetto di suggerire a Viterbo Ambiente e al comune di Viterbo, che si trovano in questa impasse, una possibile soluzione: chiedere una consulenza tecnica ai famosi Puffi.
Una sigla dei primi anni ’90, infatti, diceva: “I Puffi sanno che un tesoro c’è nel fiore accanto a te, Madre Natura pensa sempre a noi e i Puffi sono tutti amici suoi. I Puffi sanno che li seguirai da loro imparerai. I Puffi sanno sempre rispettare la natura, dai proviamoci anche noi!”
Elisa Spinelli

