Bagnaia – La passione di Cristo rivive tra brividi, fascino ed emozione nella notte del venerdì santo.
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Quasi quattrocento i figuranti che hanno sfilato tra le vie del borgo di Bagnaia, indossando riproduzioni di costumi vecchi di duemila anni.
Il corteo si è mosso poco prima delle 21,30 dalla chiesa di san Giovanni Battista, in piazza XX settembre. Uomini, donne e bambini, a cavallo o con delle fiaccole in mano, hanno ripercorso le ultime ore di vita di Gesù. Ci sono Pilato, Veronica e Maria Maddalena. Giuda, gli apostoli e Simone di Cirene.
Sono diciotto i quadri riprodotti tra le vie del centro storico, a partire da quello dell’ultima cena. A chiudere la processione, Cristo. Ha le mani e i piedi insanguinati, la testa trafitta da una corona di spine. Procede stanco, lento e dolorante sotto il peso della croce. I suoi polsi sono legati a quelli dei giustizieri, fino al luogo del supplizio.
Davanti al portale cinquecentesco di villa Lante viene issato sulla folla, crocifisso tra due ladroni. Una scena da brividi, ricca di fascino ed emozione. Poi la banda. Gesù esanime viene adagiato su un baldacchino, si celebra il funerale di Cristo. Dietro c’è Maria vestita di nero e addolorata, piange e si dispera. Un’immagine di grande suggestione e mistero.
A Bagnaia la rievocazione della passione nasce nel lontano 1618 a opera del medico ternano Michelangelo Carrocci. Entra subito nella storia del paese, venendo sospesa solamente durante le guerre. Da quel 1618 sono passati quasi quattrocento anni ma la tradizione continua, non deludendo mai il pubblico.





