Viterbo – (p.p.) – “Liste d’attesa, primo passo verso la qualità delle prestazioni”. Fortunato Mannino, segretario della Cisl, non molla la presa. Resta alta la sua attenzione dopo l’accordo dell’11 aprile tra sindacati e Regione Lazio che ha definito le nuove linee di intervento sul piano delle liste d’attesa 2016-2018 per l’erogazione di prestazioni sanitarie nei tempi appropriati.
Separazione dei canali d’accesso, gestione trasparente delle agende e libera professione intramoenia tra i punti cardine del decreto.
“Nell’accordo – dice Mannino – la Regione ha preso in considerazione diversi aspetti concentrandosi in particolare sulla mobilità passiva. Ha investito dieci milioni di euro su un progetto per l’abbattimento delle liste d’attesa per alcuni degli esami ecografici e delle visite specialistiche con maggiori criticità.
Fondamentale è anche l’aumento delle ore di prestazione ai cittadini in orari e giornate a loro favorevoli per cui si lavorerà fino alle 22 nei giorni feriali e anche di sabato e domenica in caso di necessità, garantendo poi l’apertura delle strutture almeno per 12 ore giornaliere. Inoltre, altro punto importante, è che, prima di continuare le visite in intramoenia, se le liste di attesa sforano i tempi standard vengono sospese”.
I sindacati hanno condiviso le azioni previste dal piano regionale. “C’è di più – continua Mannino – e cioè una gestione trasparente delle liste per cui a ogni prestazione erogata deve corrispondere una prenotazione e i calendari non potranno essere chiusi, evitando che il paziente si senta dire di tornare l’anno prossimo.
L’accordo non è un punto di arrivo, ma di partenza e una battaglia che il sindacato continuerà a combattere, perché si riporti la sanità laziale nei canoni dell’eccellenza. Anche la nostra provincia potrebbe guadagnarci, non dimentichiamo, infatti, che la direzione sanitaria della Asl aveva già iniziato a prendere dei provvedimenti, specie con i malati oncologici attraverso dei decreti che vanno nella direzione dell’intesa appena siglata.
Un passo, dunque, per migliorare la sanità viterbese e rendere minima la mobilità passiva, valorizzando le eccellenze che abbiamo nella nostra provincia, come cardiologia o gastroenterologia, e non solo”.
Mannino ammette: “Manca il completamento di Belcolle e una rete sanitaria che possa garantire, da Acquapendente a Civita Castellana, determinati standard nelle prestazioni, ma ci stiamo muovendo bene.
Continueremo a vigilare, tenendo sempre informati i cittadini sul fatto che la sanità sta cercando davvero di cambiare passo, considerando poi che dovremmo quasi essere usciti dal commissariamento e che quindi l’addizionale pagata possa davvero ritornare sotto forma di servizi soprattutto sanitari.
Continueremo a confrontarci con la Regione su tutte le altre questioni che incidono sulle prestazioni sanitarie – conclude Mannino -. Vogliamo migliorare e rendere positivi il giudizio e la percezione che oggi hanno i cittadini della sanità pubblica”.
