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Molla la baby gang della truffa, pestato sedicenne

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Viterbo – “Te crepo con la cinta”, gli ha scritto per sms. Poi lo ha raggiunto al bar dell’Ellera dove stava giocando a biliardino con un amico e lo ha preso a cinghiate.

Era fine primavera del 2011. Colpa della vittima, all’epoca un minorenne di appena 16 anni, volere uscire dalla “baby gang” di cui l’aggressore, già maggiorenne, si sentiva il capo.

Erano “specialisti” delle truffe alla Thomas Milian a danno dei commercianti. La truffa del resto. Il minore entrava dai tabaccai, nei bar oppure nelle edicole e comprava oggetti di basso costo, tipo un pacchetto di gomme. Pagava con una banconota da 5 euro e poi pretendeva il resto per 50 euro. A quel punto, per convincere il malcapitato negoziante, entrava in gioco il complice maggiorenne, che si spacciava per testimone e diceva di avere visto il ragazzo dargli 50 euro, riuscendo ad avere il resto.

Quando la vittima ha deciso di smetterla con la truffa del resto, il maggiorenne,ha cominciato a perseguitarlo perché rientrasse nella gang.

Lo ha picchiato con la cintura all’Ellera e preso a calci e pugni in un bar di Santa Barbara. Minacciandolo per sms, con frasi eloquenti come: “Te crepo con la cinta “, “Le botte che pigli”, “Stavolta manco me vedi quando te vengo addosso”.

Già condannato per le truffe, mentre il minore è stato assolto, è sotto processo davanti al giudice Silvia Mattei per il raro reato di “violenza e minaccia per indurre a commettere reati”.

Il minore, oggi 22enne, lo ha denunciato in questura dopo essersi confidato con la madre. In aula, tra molti non ricordo, si è detto pronto a rimettere la querela: “Ci siamo chiariti e abbiamo fatto pace. All’epoca mi voleva costringere a continuare a fare le truffette. Lui si sentiva il capo, ma erano una cavolata”. Per entrambi quell’epoca turbolenta sarebbe acqua passata.

Si torna in aula a novembre.


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