Viterbo – Pista rossa e lavori a scuola, parte il processo… ma con i minuti contati.
E’ prevista per martedì la prima udienza per i presunti appalti truccati per i lavori di ristrutturazione della scuola della Quercia e per la pista rossa pedonale di strada Bagni. Sette gli imputati tra professionisti, ex amministratori ed ex funzionari del comune di Viterbo. Lo scorso novembre il gup Savina Poli ha rinviato a giudizio Fabrizio Purchiaroni, ex assessore allo sport e alla cultura; Massimo Scapigliati, ex funzionario all’ufficio cave e torbiere e il suo collega di studio, l’architetto Gianni Cardarelli. E poi Ferdinando Contessa, anche lui ex funzionario comunale, l’altro architetto Marco Ricci, l’ingegnere Massimo Aquilani e l’imprenditore Stefano Nicolai. Parte civile il comune di Viterbo, che vuole tutelare gli interessi dell’ente.
L’ennesimo capitolo di ‘Genio e sregolatezza’ sbarca così davanti al collegio dei giudici, benché quasi prescritto e con i minuti contati. La maxindagine è infatti datata 2012, anno del doppio blitz del Nipaf della Forestale che travolse l’imprenditoria viterbese. Titolari delle indagini furono i pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci: contestano prevalentemente la turbativa d’asta e in un caso anche la rivelazione di segreti d’ufficio (accusa rivolta a Purchiaroni, Cardarelli e Contessa).
Gli appalti in questione riguardano i lavori di ristrutturazione per 450mila euro della scuola della Quercia e la pista rossa pedonale di strada Bagni. Non solo appalti presumibilmente truccati. Le indagini della forestale sono andate avanti, scoprendo anche presunti affidamenti di incarichi a professionisti predestinati. Sarebbe il caso degli architetti Ricci e Cardarelli e dell’ingegnere Aquilani. Stando agli atti dell’inchiesta, l’ex funzionario Scapigliati si sarebbe adoperato per ritagliare ruoli di primo piano ad Aquilani e Ricci nella gara per la scuola, garantendogli rispettivamente l’incarico di direttore dei lavori di ristrutturazione e responsabile della sicurezza su richiesta dell’assessore Purchiaroni.
Idem – ma senza la presunta mediazione di Purchiaroni – per Cardarelli, “individuato a monte” dagli inquirenti come direttore dei lavori nell’appalto della pista rossa di strada Bagni.
Nel filone d’inchiesta c’è anche la presunta promessa di una tangente da 3mila euro in cambio del nulla osta della Soprintendenza per la ristrutturazione di un antico palazzo coperto da vincolo in via delle Conce, nel cuore del centro storico. Per questo la procura ipotizza anche la concussione dell’ex funzionario Scapigliati (che nell’ottica accusatoria sarebbe stato il tramite dei funzionari romani) a danno dell’ex assessore comunale Purchiaroni.
Il fascicolo, oltre a un capitolo di ‘Genio e sregolatezza’, diventa così anche una costola dell’operazione Dazio, sempre del Nipaf, sulle tangenti in cambio di autorizzazioni dalla Sovrintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Roma, Rieti e Viterbo.

