Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Purtroppo, come si evidenzia nei dati che oggi analizziamo, sono in aumento gli incidenti e gli infortuni nell’edilizia del Lazio, questo perché la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro vengono considerate da parte di molte imprese, un limite allo sviluppo o un costo su cui risparmiare.
Il 9 ottobre in occasione della 66 Giornata nazionale per le vittime degli Incidenti sul Lavoro, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dichiarato: “Un paese moderno si misura anche dalla capacità di creare e conservare ambienti di lavoro sicuri: morire sul lavoro,ammalarsi per una causa professionale o restare invalidi o mutilati a seguito di infortuni sul lavoro non è accettabile. La sicurezza sul lavoro è una priorità e costituisce il banco di prova dell’efficienza di un paese. Anche una sola vittima del lavoro infligge al corpo sociale una ferita non rimarginabile”.
Come Filca Cisl facciamo nostre le parole del presidente Mattarella e chiediamo, se si vuole combattere il triste fenomeno degli incidenti mortali, di mettere in piedi un sistema che allo stesso tempo sa prevenire e controllare, con un numero di ispettori e professionisti che tutti i giorni monitorano i posti di lavoro. Per fare questo servono nuove assunzioni come avviene nei paesi anglosassoni.
Servono iniziative di sensibilizzazione per far crescere la consapevolezza che gli incidenti mortali, gli infortuni e le malattie professionali non sono colpa della fatalità e non sono il tributo da pagare per lo sviluppo, ma più delle volte appartengono alla sfera della responsabilità individuale e collettiva.
Non accenna a diminuire inoltre l’emorragia di posti di lavoro che ha portato l’edilizia al tracollo. Un altro aspetto preoccupante, oltre al problema della prevenzione infortuni ed all’alto numero di incidenti mortali è l’aumento delle malattie professionali tra i lavoratori edili.
Secondo i dati delle Casse Edili delle 5 province del Lazio, dal 2008 hanno perso il posto di lavoro oltre 50mila operai nel settore delle costruzioni e quasi 7mila imprese hanno chiuso i battenti. In media ogni anno nel Lazio solamente in edilizia hanno perso il posto di lavoro 5.560 operai, 18 al giorno.
Stiamo parlando solamente di lavoratori regolarmente iscritti alla cassa edile, il dato è destinato ad aumentare se consideriamo gli operai che non lavorano in condizioni di regolarità Attualmente i lavoratori iscritti alle casse edili delle 5 province laziali sono 47.465 mentre erano 97.511 nel 2008, con un calo occupazionale di 50.046 maestranze, circa il numero dei residenti della città di Pordenone o di Chieti.
In media nel Lazio in edilizia in 9 anni hanno chiuso 753 aziende l’anno.
ROMA 32.721 POSTI DI LAVORO IN MENO E 4.239 AZIENDE CHIUSE
FROSINONE 7.779 POSTI DI LAVORO IN MENO E 972 AZIENDE CHIUSE
LATINA 5.393 POSTI DI LAVORO IN MENO E 592 AZIENDE CHIUSE
VITERBO 3005 POSTI DI LAVORO IN MENO E 691 AZIENDE CHIUSE
RIETI 1.148 POSTI DI LAVORO IN MENO E 286 AZIENDE CHIUSE
Secondo i dati Inail i casi di infortunio denunciati nel Lazio nel settore delle costruzioni nel 2016 sono stati 2.552 di cui 2.089 in occasione di attività lavorative e 463 in itinere. Sono in aumento gli infortuni di operai con più di 60 anni di età, sono 208 ( di cui 1 con oltre 75 anni), con una percentuale dell’8,1% sul totale annuo degli infortunati, numero in aumento rispetto agli anni precedenti.
Sono stati 944 dal 2012 le maestranze con oltre 60 anni che hanno subito un infortunio nel settore delle costruzioni
OPERAI CHE HANNO DENUNCIATO INFORTUNI NEL SETTORE EDILE NEL LAZIO CON OLTRE 60 ANNI DI ETA’
2014 169
2015 179
2016 208
Nel 2016 319 operai che hanno denunciato infortuni hanno tra i 17 ed i 29 anni, 935 tra i 30 ed i 44 anni, 1090 tra i 45 ed i 59 anni, 207 tra i 60 ed i 74 anni e 1 oltre i 75 anni di età.
Dal 2012 al 2016 sono stati 15 158 i casi denunciati per infortunio di cui 2.254 da operai dai 17 ai 29 anni di età, 6.081 da operai dai 30 ai 44 anni, 5.879 da operai tra i 45 ed i 59 anni, 944 da operai con almeno 60 anni di età. Secondo i dati Inail 12.859 avvenuti in occasione di lavoro e 2.299 in itinere.
Dal 1999 sono stati 237 gli operai che hanno perso la vita tra i cantieri edili nel Lazio. Ventitre gli incidenti mortali negli ultimi 3 anni , che hanno riguardato 18 operai italiani e 5 stranieri ( 4 rumeni e 1 albanese), 12 sono avvenuti a Roma e provincia, 4 a Frosinone e provincia, 3 a Latina e provincia e a Viterbo in provincia , 1 a Rieti e provincia. Quattro operai avevano oltre 60 anni,di età. La causa più frequente degli infortuni è la caduta dall’alto, sono in aumento gli operai che hanno perso la vita travolti da gru, carrelli elevatori e ruspe, dal crollo di una struttura, colpiti da materiali di lavoro ed i decessi per seppellimento e folgorazione.
Sul versante salute c’e molto da fare. Dal 2011 al 2015 le malattie professionali denunciate dai lavoratori edili del Lazio nei settori delle costruzioni ,legno e mineraria sono state 1 183 di cui 525 a Roma, 250 a Rieti, 166 a Frosinone, 127 a Latina e 115 a Viterbo. Dividendo per tipologia nei 5 anni sono stati 59 i lavoratori a cui sono stati riscontrate malattie del sistema nervoso, 463 malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto, 64 malattie del sistema respiratorio, 8 malattie della cute e del tessuto sottocutaneo, 209 malattie dell’orecchio e dell’apofisi mastoide ed infine a 70 operai sono stati riscontrati dei tumori. Nel 2015 sono stati 244 complessivamente gli operai con malattie professionali di cui 98 a Roma, 65 a Rieti,39 a Latina, 32 a Frosinone e 10 a Viterbo. Per quanto riguarda i tumori professionali , i lavoratori edili sono i più esposti al cancro dei polmoni e hanno circa il 50% di probabilità in più di sviluppare un tumore polmonare rispetto a tutti gli altri lavoratori a causa dell’esposizione a numerosi agenti cancerogeni, come la silice cristallina, l’amianto e i composti cromo-nickel. Sotto accusa sono diversi agenti cancerogeni e il più pericoloso è la silice cristallina, conosciuto nella forma di polvere di quarzo, classificata come canerogena per l’uomo già nel 1997. A entrare in contatto con questa sostanza è circa il 20% della forza lavoro impiegata nel settore delle costruzioni e l’esposizione avviene frequentemente durante diversi compiti come betonaggio, taglio, perforazione, sabbiatura, demolizione e pulizia.
Filca Cisl Lazio
