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Omicidio del Riello, si torna in aula

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Sabato Louis Francesco Battaglia

Sabato Battaglia

Viterbo Omicidio del Riello - Il luogo dell'aggressione

Viterbo – Omicidio del Riello – Il luogo dell’aggressione

Viterbo Omicidio del Riello - Il luogo dell'aggressione

Viterbo – Omicidio del Riello – Il luogo dell’aggressione

Federico Venzi

Federico Venzi

Viterbo – L’omicidio del Riello torna in aula.

Il processo al 24enne Sabato Battaglia, condannato a dodici anni per aver ucciso il 43enne Federico Venzi, riprenderà a settembre. La corte d’appello di Roma ha fissato l’udienza dopo che la difesa – avvocato Antonella Durano – ha impugnato la sentenza di primo grado del tribunale di Viterbo. Per il gup Savina Poli, Battaglia è “colpevole perché ha agito con totale disprezzo della vita della vittima”.

E’ il 27 settembre 2015. Alle 4 del mattino il 24enne e l’allora fidanzata Lorella Colman, studentessa universitaria 24enne, incrociano Venzi e un amico alla rotatoria del Riello, a Viterbo. I due vedono la ragazza a terra e pensano a un’aggressione. Il 43enne – romano ma residente a Caprarola – chiede se c’è bisogno d’aiuto, ma Battaglia lo allontana con la frase: “Mi hai rotto il cazzo, vai via”. I due fidanzati si allontanano a piedi, ma la vittima e l’amico li seguono. Il 24enne non gradisce e sferra un pugno in pieno viso Venzi, che finisce a terra. Seguono altri pugni e calci mentre il 43enne è ancora sdraiato sull’asfalto, ormai inoffensivo.

L’autopsia rileva che la vittima è morta per soffocamento, ingerendo sangue e materiale organico dopo la frattura della mandibola. Per la difesa c’è un altro dato da considerare: Venzi avrebbe inghiottito anche pezzi della sua protesi dentaria, tenuta insieme da un fil di ferro. Un particolare importante perché, secondo l’avvocato Durano, Battaglia non voleva uccidere e non avrebbe mai potuto prevedere un epilogo simile. Per la difesa il 24enne avrebbe agito solo per proteggere se stesso e la fidanzata da un potenziale pericolo: l’incontro con due sconosciuti in piena notte, più robusti di lui e col doppio dei suoi anni.

Se ne riparlerà al processo bis.

Nel fascicolo sull’omicidio del Riello, la procura di Viterbo aveva scritto anche il nome di Lorella Colman. Per la 24enne, l’accusa era di favoreggiamento e omissione di soccorso. Negli scorsi mesi però il sostituto procuratore Massimiliano Siddi, titolare dell’indagini, ha avanzato una richiesta di archiviazione.


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