Viterbo – Esattorie spa, sarebbero destinate a dividersi strade di padre e figlia accusati di peculato per il buco di quattro milioni di euro nelle casse di Palazzo dei priori. Tributi riscossi da Esattorie spa, ma mai versati. Davanti al gup Savina Poli, la figlia sarebbe pronta a patteggiare. Ma deve prima restituire integralmente il profitto del reato.
Sotto inchiesta sono finiti Carlo e Sandra Marcucci, amministratori della società fino al 2013, per i quali si è aperta mercoledì l’udienza preliminare.
Peculato è l’ipotesi di reato contestata dal sostituto procuratore Paola Conti, titolare delle indagini condotte dalla guardia di finanza. Un’indagine nata dagli esposti del sindaco Leonardo Michelini e del dirigente del settore comunale ragioneria Stefano Quintarelli.
Il Comune di Viterbo è rappresentato dall’avvocato Alessandro Diddi, pronto a costituirsi parte civile in vista dell’eventuale processo. Nel frattempo potrebbero dividersi le strade di padre e figlia. Il difensore Manlio Morcella, del foro di Terni, ha infatti avanzato richiesta di patteggiamento per Sandra Marcucci, concordando una pena di un anno e otto mesi, col beneficio dello sconto di un terzo previsto dal rito alternativo. Ma siccome in caso di peculato il patteggiamento è ammissibile solo se si restituisce integralmente il profitto del reato, il gup ha dato tempo fino a metà luglio alla difesa per produrre i documenti prova dell’avvenuto pagamento.
