Viterbo – (g.f.) – “Sala Marconi, l’amministrazione non fa una cosa e poi se ne pente”.
Così era sembrato per il locale a via Garbini. Ma Luisa Ciambella, assessora al Patrimonio, ha un’altra idea.
Per risparmiare era stato deciso di disdire l’affitto, ma a distanza di un paio d’anni, la retromarcia. Quella stanza, grande cento metri quadrati, all’amministrazione serve eccome.
Oltretutto, nel frattempo si è generato un contenzioso con la proprietà, che rischia di costare caro alle casse comunali.
“Tre anni fa – spiega Ciambella – avevamo valutato che fosse troppo oneroso mantenerla per l’uso che se ne faceva, le riunioni di commissione. La scelta fu rescindere il contratto”.
Qualcosa deve essere cambiato. “La riorganizzazione dei settori ha comportato l’esigenza di nuovi spazi. Personale si è trovato fisicamente senza posti dove lavorare”.
Gianluca De Dominicis (M5s) non è molto convinto: “Tornare indietro mi sembra assurdo. Contesto la scelta e adesso c’è anche il contenzioso”. Che non c’entra con la disdetta. Questione di bagni.
Tanto il comune quanto i proprietari, rivendicano l’uso dei servizi attigui. Per questo la stanza non è stata ripristinata e quindi riconsegnata e si deve arrivare a una mediazione.
“In ogni caso – conclude Ciambella – rivendico l’avere abbassato i prezzi degli affitti, con risparmi per l’ente. La sala Marconi costa 24mila euro l’anno e dovendo trovare altre soluzioni, sarebbero state più onerose”.
