Acquapendente – Riceviamo e pubblichiamo – Il 4 aprile scorso ho formalizzato il recesso dalla società Gioacchini Sante sas di cui sono stato amministratore fino a maggio 2016.
Gli ultimi anni mi hanno visto impegnato, duramente e costantemente, a contrastare gli ostacoli nei confronti della nostra attività estrattiva nel comune di Acquapendente. Ostacolata da persone che ricoprivano cariche pubbliche nello stesso comune e che oggi sono coinvolte, a vario titolo, nel processo “Vox populi”.
Il 17 ottobre 2016, quando ho appreso proprio dalla vostra testata giornalistica i clamorosi sviluppi della vicenda in oggetto, sono rimasto positivamente sorpreso dalle parole del procuratore capo dottor Paolo Auriemma: “All’esito delle indagini è emersa l’ipotesi di ripetute condotte di asservimento della pubblica funzione esercitata da amministratori locali a beneficio di taluni imprenditori privati, avvantaggiati rispetto agli altri, con conseguenti gravi distorsioni della libera concorrenza commerciale e imprenditoriale e con significativi ritorni economici per i pubblici ufficiali coinvolti”.
In poche parole è stata fotografata e riassunta la vicenda da me vissuta e sofferta. Nonostante il mio recesso, è mia intenzione rimanere insieme all’attuale compagine sociale nelle azioni legali esistenti e in quelle risarcitorie che, tramite i miei legali, verranno presentate nei confronti del comune di Acquapendente.
Desidererei altresì ringraziare la magistratura e, nello specifico, il dottor Fabrizio Tucci e il dottor Stefano D’Arma, e le donne e gli uomini del Nipaf della Forestale che, attraverso le loro attività investigative efficaci e puntuali, hanno anche portato alle luce vicende e situazioni per le quali mi sono battuto e continuerò a battermi.
Per quanto riguarda il mio futuro imprenditoriale impiegherò la mia esperienza, le mie risorse, le mie strutture, le mie competenze in altri progetti in essere, consapevole che possa esistere un futuro dove il merito e la legalità prevalgano sull’arroganza e la vessazione rappresentata da iter amministrativi che, come nel mio caso, nonostante fossero pienamente trasparenti, sono stati ostacolati in maniera strumentale da un sistema che “avvantaggiava alcuni e penalizzava altri”.
Mauro Gioacchini
