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Un Cristo di Michelangelo custodito nel cuore della Tuscia…

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Emanuele Maggi

Emanuele Maggi

Il Cristo portacroce di Michelangelo

Il Cristo portacroce di Michelangelo

Bassano Romano - Il monastero di san Vincenzo

Bassano Romano – Il monastero di san Vincenzo

Bassano Romano – (p.p.) – Un Cristo di Michelangelo custodito nel cuore della Tuscia.

Una statua di un Cristo Portacroce di Michelangelo fa parte dei tesori della provincia di Viterbo. Di solito, è conservata nel monastero di San Vincenzo a Bassano Romano, ma per il suo prestigio, l’opera spesso viaggia il mondo per essere ammirata in occasione di mostre internazionali.

Ora, infatti, è a Londra alla National gallery, nell’esposizione che vede protagonista la Pietà di Sebastiano del Piombo.

Tra un anno tornerà a Bassano, ma prima farà tappa a Tokyo. A parlarne è il sindaco Emanuele Maggi.

“L’opera – spiega il sindaco Maggi – è custodita solitamente nel monastero di san Vincenzo martire. Nei primi anni del 2000, è stata attribuita a Michelangelo Buonarroti da una studentessa in Beni culturali che ha avuto questa intuizione. La sua tesi è stata poi scientificamente supportata dal contributo della professoressa Silvia Danesi Squarzina, michelangelista e storica dell’arte di fama nazionale”.

Che caratteristiche ha?
“La particolarità assoluta sta nel fatto che Michelangelo iniziò la scultura dal basso, partendo dai piedi, per cui, quando arrivò alla testa, mentre stava scolpendo il viso, scoprì che il marmo aveva un difetto.

Sul volto, infatti, c’è una venatura di colore scuro all’altezza della parte laterale del naso ed è per questo la lasciò incompiuta”.

L’opera però è conclusa?
“Alcuni autorevoli studiosi sostengono che sia stata proseguita e ultimata dal Bernini. Se così fosse, sarebbe l’unica opera in Italia sulla quale hanno messo mano questi due grandi artisti. Un unicum, dunque”.

Ora però non è a Bassano Romano.
“Perché già da qualche anno, gira per le mostre di tutto il mondo. L’ultima è stata quella ai musei capitolini a Roma a cui ha anche dato l’immagine promozionale. Adesso si trova a Londra, alla National gallery, con la Pietà di Del Piombo e poi andrà a Tokyo. E’ già stata in Messico e tornerà a Bassano il prossimo anno”.

Cosa rappresenta per il paese disporre di questo tesoro?
“Avere un’opera di Michelangelo è, per noi, un orgoglio, tant’è che col monastero stiamo lavorando per promuovere sia la statua e che il paese. Certo è che, essendo un’opera molto ambita, spesso è fuori”.

Promuoverla ma in che modo?
“Stiamo facendo dei corsi gratuiti per addetti all’accoglienza turistica, un’iniziativa patrocinata dal ministero dei Beni culturali e dalla Regione Lazio. Finora hanno partecipato 70 persone, tra guide turistiche e semplici cittadini che vogliono conoscere la nostra storia. Sono svolti da docenti qualificati, tutti di Bassano, che tengono lezioni sulle bellezze del paese.

Stiamo tentando di promuovere la statua e di farla conoscere, sia attraverso una operazione di comunicazione che col coinvolgimento e la sensibilizzazione di chi ha a cuore l’arte per creare un circuito di informazioni sui nostri tesori”.

Sul turismo come state intervenendo?
“E’ un settore strategico che vogliamo valorizzare a partire dalla promozione, non solo dell’opera di Michelangelo, ma anche dell’altro grande gioiello che abbiamo e cioè villa Giustiniani-Odescalchi che, da maggio 2016, è aperta tutti i sabato mattina per un’ora e mezza. E questo, dopo 30 anni di chiusura. Stiamo dunque provando ad avere un’apertura più continua e ampia.

Lo scopo è quello di intercettare turisti per far sì che visitino il Cristo e villa Giustiniani che, al suo interno, ha un parco di 24 ettari, il più grande della Tuscia. Due tesori – conclude il sindaco – che non possono restare sconosciuti”.


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