Ronciglione – “Acqua, rifiuti e sviluppo turistico”. Mario Mengoni, in campo per le amministrative a Ronciglione, vuole rompere coi vecchi schemi della politica. Con la sua squadra, porta avanti un obiettivo: lo sviluppo del paese. Chiede ai cittadini di dare un “voto libero”, fuori dalle logiche dei partiti ma spinto da un unico interesse che è il bene del paese.
Qual è stato il suo percorso politico-amministrativo?
“Nel 2012 – dice Mengoni – sono stato eletto consigliere comunale, poi ho ricevuto le deleghe a vicesindaco e assessore all’Ambiente e alla Trasparenza. Sono stato poi presidente e consigliere comunale dei giovani e rappresentante di facoltà a Scienze politiche all’Unitus. Mi hanno eletto senatore accademico ma ho rinunciato alla carica per l’imminente laurea. Ho sempre avuto una grande passione politica e ho iniziato a masticarla a 14 anni”.
Il suo programma.
“Parte dall’idea di sviluppo di Ronciglione e del rilancio turistico con la valorizzazione del lago del lago di Vico e delle sue bellezze naturalistiche, senza però dimenticare il paese e le sue vie in cui c’è la vera vita socio-culturale e commerciale. Poi l’acqua potabile e l’acquedotto e la gestione dei rifiuti per arrivare ad applicare una tariffa puntuale in cui i cittadini pagheranno in base a quanto differenziano e non secondo un costo generalizzato. Non dimentico le politiche culturali, valorizzando quello che già oggi c’è, la biblioteca e il teatro, e poi i grandi eventi con l’allegoria, il carnevale e le corse a vuoto e il palio delle barche”.
Che caratteristiche ha la squadra che l’appoggia?
“Ha l’età media più bassa rispetto alle altre liste e insieme condividiamo un programma che punta all’unico obiettivo del rilancio strategico di Ronciglione. E’ una squadra trasversale di persone che non si sono sedute a un tavolo perché appartengono a una sola area politica, ma che sono legate da un rapporto di amicizia e soprattutto nel credere in un progetto. Tanto che il nostro motto è “un voto libero” e cioè non di sinistra o di destra”.
Cosa è mancato negli anni dell’amministrazione Giovagnoli?
“Per tre anni e mezzo ne ho fatto parte, poi sono uscito a causa del piano integrato “Vigna rossa”. Un progetto che prevedeva la realizzazione di un’area residenziale con aumento di cubatura, che, all’epoca ho votato anche io, e solo perché non contemplava quello che è venuto dopo e cioè la nascita di una zona commerciale che avrebbe spostato, a mio avviso, l’asse socio-culturale e commerciale del paese, in un’area periferica. E’ mancata poi la volontà di rompere gli schemi ormai costituiti all’interno di un comune, pensando più a essere rieletti che a ben amministrare”.
Perché dovrebbero votarvi?
“Perché questo è appunto un voto libero – conclude Mengoni – e poi perché siamo uniti su un programma, a differenza di quanto accaduto nell’amministrazione Giovagnoli che è partita con otto componenti e che ora, invece, ne ha 5, incluso il sindaco. Si è disgregata perché di fatto non c’era coesione di intenti, ma solo un accordo politico tra partiti. Abbiamo una forza dinamica, anche dal punto di vista anagrafico, e la volontà di rompere gli schemi per risolvere le criticità del paese e cioè il problema dell’agricoltura legato all’ambiente, l’acqua e i rifiuti”.
Paola Pierdomenico
