Viterbo – (g.f.) – “Alessandro Vismara meritava l’intitolazione di una via”. Giulio Marini (FI) non ha dubbi.
Appena celebrato il trentennale dalla scomparsa del giornalista e professore viterbese con il comune che gli ha intitolato un parco della lettura. Troppo poco per Marini, ma soprattutto, una scelta che scavalca il consiglio comunale e non rende giustizia al valore del giornalista.
Il capogruppo azzurro non avrebbe voluto “intitolarsi” la polemica. Ma siccome all’ordine del giorno del consiglio giace da non si sa quanto tempo una proposta per dare a una via il nome di Vismara, passata la “festa”, ha deciso che qualcosa si poteva dire.
“La decisione di intitolare il parco – spiega Marini – è una sciatteria. L’ennesima da parte dell’amministrazione Michelini. L’ho anche trovata una scelta volgare.
In consiglio si poteva votare il provvedimento e non avrebbe trovato la contrarietà immagino di nessuno nell’opposizione, di certo non da parte del nostro gruppo. E penso pure d’altri. Ne ho parlato molto con il collega Claudio Ubertini (FdI) in questo fine settimana.
Con questa scelta. la maggioranza ha calpestato un diritto del consiglio, che avrebbe dovuto esprimersi,verso un concittadino illustre, che all’occhio della città meritava ben altro trattamento”.
Intitolare una via è decisione di consiglio. Tutto il resto, una sala o un parco, lo può stabilire la giunta.
“La figura di Vismara è autorevole – incalza Ubertini – quindi va bene tutto. Tra l’altro, il giardino che gli hanno intitolato è pure vicino casa mia e mi fa piacere. Ma io mi chiedo se le regole non siano cambiate o se quest’amministrazione le può bypassare a piacimento. A me sembra un modo d’agire arrogante e che può determinate spiacevoli precedenti”.
La via del consiglio comunale non avrebbe avuto ostacoli.
“Se ci avessero chiesto di anticipare il punto – sostiene Marini – non avremmo avuto alcun problema. Che ci voleva? Ci sarebbe stata unanimità. Oltretutto, sono stupito, perché la richiesta all’ordine del giorno è firmata dal presidente del consiglio Marco Ciorba, Maurizio Tofani e Paolo Simoni”.
Si stupisce, Marini, ma non più di tanto. “È l’ennesima prova della superficialità con cui quest’amministrazione opera. Ripeto, mi dispiace doverlo puntualizzare. Con Ubertini ci abbiamo pensato, ma mi sentivo di doverlo esternare. Possibile che in maggioranza non ci arrivino a capirlo?”.

