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Appalti truccati, Riesame bis contro gli arresti domiciliari

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Operazione Vox Populi - La forestale al comune di Acquapendente

Operazione Vox Populi – La forestale al comune di Acquapendente

 

L'avvocato Enrico Valentini

L’avvocato Enrico Valentini

 

Claudia Polacchi

L’avvocato Claudia Polacchi

 

L'avvocato di Ala Pierfrancesco Bruno

L’avvocato Pierfrancesco Bruno

Acquapendente – Arresti sì, arresti no. Domani nuovo round davanti al tribunale del Riesame per i due funzionari comunali e i due imprenditori di Acquapendente finiti ai domiciliari lo scorso 17 ottobre nell’ambito dell’operazione Vox Populi. 

A marzo la Cassazione ha annullato con rinvio al tribunale della libertà le ordinanze di custodia cautelare con cui il gip Stefano Pepe ha disposto gli arresti domiciliari per gli imprenditori Fabrizio Galli e Marco Bonamici e i tecnici comunali Ferrero Friggi e Vincenzo Palumbo.

Domani il Riesame dovrà decidere sugli arresti domiciliari.

Al centro dell’indagine un presunto giro di appalti pubblici truccati. 

“Se la Cassazione avesse annullato l’ordinanza prima non ci sarebbe stato nemmeno l’immediato. La Cassazione che ci dà ragione sulle misure cautelari è veramente Alice nel paese delle meraviglie”, il commento a caldo dell’avvocato Enrico Valentini, difensore di Galli, Bonamici e Friggi.

Domani al suo fianco, di fronte ai giudici del Riesame, ci sarà anche il codifensore, professor Pierfrancesco Bruno. 

Palumbo, nel frattempo, proprio a causa della misura di custodia cautelare è stato sollevato dall’incarico di responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Acquapendente. Incarico ereditato dal predecessore Friggi. Nel suo caso, una eventuale assoluzione aprirebbe la strada a risarcimenti.

“E’ stato sconfortante vedere pubblicati solamente alcuni stralci della richiesta di misura e dell’ordinanza cautelare estrapolati al solo fine di avvalorare acriticamente le tesi dell’accusa, omettendo completamente di evidenziarne invece le parti capaci di dare una lettura più obiettiva”, ribadisce il difensore di Palumbo, Claudia Polacchi. 

Davanti agli ermellini, i legali hanno sostenuto come non ci fossero gli estremi per disporre gli arresti dei quattro indagati per corruzione, turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio.

Nel frattempo, però, proprio in seguito all’applicazione della misura, per i tutti e quattro gli indagati è stata accolta la richiesta di giudizio immediato. E solo a gennaio, in concomitanza con la prima udienza del processo, il collegio ha accolto la richiesta delle difese di revocare gli arresti domiciliari. 


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