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Viterbo – Toghe al chiodo per quattro giorni, da oggi a giovedì compreso. Si torna in aula venerdì. Non dovrebbe saltare quindi, non a causa dello sciopero, l’ennesima udienza del processo Asl, filone principale della più grande inchiesta contro la corruzione nella sanità mai fatta nella Tuscia.
Vita dura, nel frattempo, per chi magari contava di chiudere in questi giorni i conti con la giustizia.
E’ la quarta astensione dall’inizio dell’anno degli avvocati penalisti. Contro la riforma della giustizia. E stavolta anche contro il disegno di legge sulla legittima difesa. E’ prevedibile un blocco totale dei processi, se si tiene conto dell’adesione delle volte precedenti.
L’Unione delle camere penali italiane continua la sua battaglia, a livello nazionale, contro la riforma della giustizia. Alla battaglia aderisce anche la camera penale “Ettore Camilli Mangano” di Viterbo, presieduta dall’avvocato Mirko Bandiera.
In merito alla legittima difesa: “Ancora una volta – denunciano i penalisti – si è operato un intervento legislativo sulla spinta di evidenti e pericolose pulsioni populistiche che non rispondono ad alcuna reale esigenza di tutela, risultando la legge in vigore, così come riformata con la legge del 2006, già ampiamente rispondente alle finalità di tutela che si intendono perseguire”.
Prosegue nel frattempo lo sciopero record di un mese dei giudici di pace. Iniziato il 15 maggio, proseguirà no stop per quattro settimane, fino all’11 giugno. L’astensione è indetta dall’Unigipa, l’Unione nazionale dei giudici di pace.
Resteranno altresì sospese tutte le attività giudiziarie ed amministrative degli uffici, ivi compresa la redazione ed il deposito di sentenze, decreti ingiuntivi e di qualsiasi altro atto di competenza del giudice.
I giudici di pace hanno scritto alla commissione europea, sollecitando la messa in mora dell’Italia ed il suo immediato deferimento al giudizio della corte di giustizia europea.


