Viterbo -“Un patto per lo sviluppo della Tuscia che valorizzi le eccellenze”. Fortunato Mannino torna a scuotere le istituzioni.
Il segretario provinciale della Cisl dice di non poter assistere immobile alla chiusura delle aziende, alla perdita di posti di lavoro e al progressivo impoverimento del territorio. Un intervento condiviso è per lui irrimandabile.
Mannino descrive una situazione drammatica. “L’Alta di Bagnoregio – dice il segretario della Cisl – ha detto che chiude con 35 persone che vanno a casa. Anche a Civita Castellana, l’Art Ceram, dalla sera alla mattina, ha fatto sapere che fermerà la produzione con ricadute su una quarantina di dipendenti. Alcune aziende sono in difficoltà e altre in piena crisi. Tutto questo nella più totale indifferenza della politica.
Bisogna cambiare il modo di programmare per evitare di creare solo macerie. Abbiamo tante eccellenze, specie a livello turistico: sono un esempio la candidatura di Civita di Bagnoregio a patrimonio dell’Unesco, col conseguente indotto economico che ne deriverà, e la Fondazione Vulci che gestisce il parco naturalistico archeologico e che ha avviato una serie di iniziative per promuovere le nostre ricchezze.
Sta facendo, infatti, una serie di accordi con gli agriturismi della zona per lo sviluppo dell’area. E’ necessario quindi che la politica sia un po’ più attenta alle esigenze del territorio”.
Mannino suggerisce la via da seguire. “Disponiamo di un’agricoltura di eccellenza, con prodotti come l’olio, l’asparago, il melone, le patate e il vino che possono portare grosse opportunità di sviluppo. La rete degli agriturismi funziona, il lago e le coste sono fonte incredibile di turismo, per non parlare poi del termalismo. Il punto sta nel valorizzare ciò per cui questo territorio è più vocato a partire dalle sue peculiarità.
Da noi, non abbiamo industrie e spesso le aziende chiudono o delocalizzano secondo una logica del profitto a discapito del patrimonio umano a disposizione. Non lasciano sul territorio investimenti e, di fatto, si crea solo disoccupazione.
Puntiamo sulle risorse archeologiche, culturali, enogastronomiche e termali per risolvere il problema occupazionale alla radice: l’edilizia tornerebbe a girare e gli agriturismi funzionerebbero ancora meglio di quanto già fanno ora. Turismo, termalismo e agricoltura sono le parole chiave di questo processo che mira a indicare la giusta direzione sulla via della rinascita della nostra provincia che passa quindi dalle sue vocazioni naturali”.
Mannino chiama a raccolta le parti coinvolte. “E’ necessario che tutti, classe politica, imprenditori, associazioni imprenditoriali, organizzazioni sindacali e rappresentanti dei lavoratori si siedano intorno a un tavolo per dare il via a un patto per il bene della nostra provincia. Un percorso in cui anche il completamento della Trasversale diventa una un’opera fondamentale per aumentare i benefici e intercettare i milioni di turisti che sbarcano a Civitavecchia e che possono così scoprire le nostre bellezze.
Le istituzioni sono importanti e devono elaborare, con urgenza, un programma serio, perché non si può più andare avanti in questo modo. Abbiamo una disoccupazione giovanile sopra la media nazionale e aziende che chiudono continuamente, il distretto ceramico, invece, di essere aiutato con un progetto serio che favorisca il lavoro di squadra degli imprenditori e invogli a investire sul nostro territorio, si impoverisce di anno in anno. Dalla crisi – conclude Mannino – si esce uniti o si sprofonda nel baratro più totale. Cambiamo modo di ragionare”.
Paola Pierdomenico


