Viterbo – Uno degli arrestati avrebbe consegnato direttamente la droga al domicilio dei clienti con un furgone. Troppo per passare inosservato.
Davanti al gup dopo cinque anni sono finite 24 delle trenta persone arrestate nel giugno 2012 nell’operazione Vito.
Si tratta di una delle più vaste operazioni antidroga della procura di Viterbo, pm Paola Conti, sfociata nel blitz congiunto di carabinieri e finanza, conclusosi in trenta arresti.
Un’operazione a livello nazionale, che ha portato gli investigatori viterbesi in diverse località italiane, fra cui la provincia di Matera.
All’alba del 19 giugno furono effettuate contemporaneamente 30 ordinanze di custodia cautelare, 23 in carcere e 7 ai domiciliari, 74 perquisizioni e il sequestro di cinque chili di droga tra cocaina, hashish, ketamina, marijuana e 40 piante di canapa.
Un 25enne di Vallerano fu rimesso in libertà un mese dopo, quando il tribunale del riesame ha annullato l’ordinanza che disponeva i domiciliari.
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Il nome “Vito” prende spunto dal furgone Mercedes che sarebbe stato usato per spacciare. Cinquantacinque gli arresti complessivi,cui vanno aggiunti altri 25 in flagranza tra il 2010 e il 2011.
Le indagini, durate due anni, sono collegate all’operazione Gipsy, che nel 2011 portò all’arresto di una banda di cinque romeni specializzati in furto in appartamenti, esercizi commerciali e distributori automatici. I proventi poi, secondo l’accusa, servivano a finanziare l’attività della banda e al pagamento delle spese legali.
Le località interessate all’operazione furono principalmente in provincia di Viterbo (Caprarola, Carbognano, Civita Castellana, Corchiano, Fabrica di Roma, Gallese, Soriano nel Cimino, Vallerano, Vignanello e Vitorchiano), Roma (quartieri Esquilino, San Basilio e Torre Angela) nonché nelle province di Roma (Capena, Ciampino, Fonte Nuova, Rignano Flaminio), Firenze (Pontassieve), Metapontino, Terni e Venezia.
Coinvolti per la maggior parte cittadini italiani, poi romeni, marocchini, tutti accusati a vario titolo di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e reati contro il patrimonio. tra loro anche una donna.
Per portare a termine l’operazione furono impiegati 400 uomini, un centinaio di mezzi e alcuni elicotteri.
Ieri, davanti al gup Stefano Pepe, era prevista la discussione. Ma per sapere se gli indagati finiranno sotto processo c’è da aspettare. L’udienza preliminare è stata rinviata a settembre.





