Viterbo – Una piccola tigre raccontata a giovani tigri. Per imparare insieme la meraviglia della scoperta. Per diventare adulti e saper scegliere, consapevoli della propria forza. Susanna Tamaro ieri mattina era all’aula magna dell’istituto tecnico di Viterbo in via Alessandro Volta per presentare il suo ultimo libro. “La tigre e l’acrobata”, pubblicato da La nave di Teseo editore. “Il mio libro più difficile – ha detto Tamaro – per scriverlo c’ho messo un anno e mezzo di lavoro”.
fotocronaca: Susanna Tamaro all’istituto tecnico – slide
Ad organizzare l’incontro, l’associazione volontari di Caffeina, l’istituto tecnico tecnologico “Leonardo da Vinci” e l’istituto superiore “Francesco Orioli”. Assieme ai docenti, i rispettivi dirigenti scolastici, Luca Damiani e Simontetta Pachella.
“L’iniziativa – ha dichiarato il responsabile dei volontari di Caffeina, Mirko Ottoni – rientra nell’ambito del progetto Caffeina School arrivato alla sua terza edizione”. Due gli appuntamenti organizzati quest’anno. Dopo la Tamaro, che nel 1994 ha raggiunto il successo con “Va’ dove ti porta il cuore” e 15 milioni di copie vendute in tutto il mondo, sabato prossimo toccherà al poeta Bruno Fiata, sempre al “da Vinci”, alle 11.30.
“Gli anni scorsi – prosegue Ottoni – abbiamo portato anche la cantante Nada, il giudice Gratteri e gli scrittori Missiroli e Nisini. L’obiettivo del progetto è quello di sensibilizzare gli studenti alla lettura e alla scrittura”.
Un “romanzo fiabesco”, un percorso di formazione, alla ricerca della propria libertà. La libertà propria di ogni singolo individuo chiamato a crescere e a fare a meno del gruppo d’origine. “La piccola tigre – ha detto la scrittrice – mette infatti in discussione il mondo da cui proviene. La curiosità le fa da guida. Occhi e orecchie sono il suo sguardo sul mondo”. Domande e dubbi la caratterizzano e la portano ad avventurarsi fuori dalla Taiga, foresta dell’estremo nord di America ed Eurasia. Fino a conoscere l’uomo, crudele e affascinante al tempo stesso. E da quel momento in poi, la vita della piccola tigre cambierà per sempre.
“L’autonomia è molto più importante della comodità – ha sottolineato Susanna Tamaro, arrivata al suo ventiquattresimo libro pubblicato in 28 anni di attività –. Ed è fondamentale lottare per le proprie aspirazioni anche se sono diverse da quelle dei propri genitori”. Un percorso che costa sacrifici, “senza che questi compromettano però la libertà delle persone. I sacrifici si fanno, ma per stare meglio”.
Tante le domande da parte degli studenti dei due istituti che, alla fine dell’intervista condotta dal giornalista Giorgio Renzetti, hanno regalato a Susanna Tamaro un cesto con i prodotti tipici della Tuscia e un ritratto della scrittrice. Una domanda su tutte. “Cosa ne pensa del femminicidio?”. “L’escalation degli ultimi anni – ha risposto – è causata soprattutto da due fattori. Innanzitutto la modifica del rapporto uomo/donna. L’uomo ha perso il suo vecchio ruolo. Un ruolo che lo ha caratterizzato per millenni, senza trovare un sostituto adeguato. Manca infine il dialogo. E quando una persona non sa esprimere con le parole per spiegare ciò che succede, il ricorso alla violenza è la scelta più semplice da fare”.
Infine, un evergreen, dalla risposta tutt’altro che scontata. “Come si fa a diventare scrittori?”. “Leggendo molto, soprattutto i classici. Evitate però di diventare tecnici della scrittura”. Non serve, e annoia pure.
Daniele Camilli









