Viterbo – Genio e sregolatezza, ora tocca agli avvocati.
Dopo la maxirequisitoria dei pm, questa mattina le arringhe dei difensori.
Il più grande processo sull’appaltopoli viterbese è entrato nella fase finale lo scorso 28 marzo, quando i sostituti procuratori Fabrizio Tucci e Stefano d’Arma hanno chiesto, nel complesso, oltre venticinque anni di carcere per gli otto imputati. Venticinque anni e un mese, con pene dai due anni ai sei anni e nove mesi.
In due ore e mezza, in aula, i pm hanno fatto il punto su un’istruttoria dai grandi numeri: in otto alla sbarra (tra amministratori, imprenditori e funzionari del Genio civile) e quattro parti civili. “I fatti commessi sono tanti e gravi – hanno detto i sostituti procuratori nella requisitoria -. Soprattutto da parte del funzionario Roberto Lanzi, che con modalità disinvolte e con spregio e mercimonio delle funzioni pubbliche ha fatto i propri interessi”. Lanzi, insieme alla collega Gabriela Annesi, è accusato di aver intascato tangenti in cambio della distribuzione di appalti a un ristretto gruppo di imprenditori.
Dopo le richieste dei pm Tucci e D’Arma, quelle delle parti civili: regione Lazio, provincia di Viterbo, comune di Vignanello e un’impresa viterbese specializzata in ristrutturazioni artistiche. Le Regione vuole 260mila euro di danni, la Provincia 183mila 940 euro, il comune di Vignanello 600mila euro e l’impresa 200mila euro. Totale: oltre un milione di euro.
Il processo Genio e sregolatezza, durato quattro anni, è nato dalla maxinchiesta del 2012 di procura e Forestale.
Questa mattina la parola passerà agli avvocati degli otto imputati. Ma la sentenza non arriverà prima dell’autunno.
Le condanne chieste dai pm per gli imputati
1) Roberto Lanzi, funzionario del Genio civile: 6 anni e 9 mesi, più una confisca di 51mila euro di beni
2) Adriano Santori, ex sindaco di Graffignano: 3 anni e 6 mesi
3) Gabriela Annesi, funzionario del Genio civile: 3 anni e 4 mesi
4) Luca Amedeo Girotti, imprenditore: 3 anni
5) Fabrizio Giraldo, imprenditore: 2 anni e 6 mesi
6) Luciano Cardoni, ex assessore di Graffignano: 2 anni
7) Angelo Anselmi, imprenditore: 2 anni
8) Giuliano Bilancini, imprenditore: 2 anni
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


