Viterbo – Genio e sregolatezza, parte a settembre un nuovo processo per sei degli indagati della maxioperazione contro un presunto giro di appalti truccati sfociata in dodici arresti e una sessantina di indagati a piede libero nel 2012.
Sono stati rinviati ieri a giudizio dal gup Savina Poli, come chiesto dai pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci, i funzionari del genio civile Roberto Lanzi e Gabriella Annesi e gli imprenditori Giuliano Bilancini, Angelo Anselmi, Fabrizio Giraldo e Luca Amedeo Girotti.
Un processo a un passo dalla prescrizione, prevista giù nel 2018, considerando che i fatti risalgono già a sette anni fa. I tempi si sono allungati dopo lo stralcio di alcuni capi d’imputazione dal processo principale, che vede ancora in attesa di giudizio otto imputati.
Stavolta l’accusa riguarda gli appalti per la manutenzione delle strade comunali a Soriano nel Cimino e nel Ternano, ad Alviano e Guardea, più una gara indetta dal comune di Lubriano nel 2010.
Per questi fatti, sui quali gli indagati non furono mai interrogati, il collegio nel gennaio 2014 ha dichiarato nullo il decreto di giudizio immediato, che invece ha fatto scattare il filone portante del processo. Le gare rimanenti hanno così fatto un passo indietro e sono tornate in procura. I pm Tucci e D’Arma hanno formato un fascicolo a parte per un processo a parte, con nuove accuse, niente giudizio immediato e il passaggio dall’udienza preliminare.


