Viterbo – Due locali da gestire e decine di dipendenti da mantenere. Qualche difficoltà economica. Nel 2014 un imprenditore viterbese finisce a giudizio per non aver pagato, secondo l’accusa, i contributi all’istituto di previdenza sociale.
Il 24 maggio scorso l’ultima udienza del processo davanti al giudice Silvia Mattei. In aula, prima della sentenza, è stato ascoltato il commercialista della società dell’imprenditore, testimone della difesa. “Gestiva due locali, ma uno è stato chiuso a causa dei costi troppo alti – ha detto il commercialista -. Non riusciva a sostenere tutte le spese e per questo ha iniziato a non pagare i contributi Inps, preferendo far mangiare i suoi dipendenti”.
La procura ha chiesto una pena minima: venti giorni di carcere e trecento euro di multa. Il difensore invece, al termine dell’arringa, l’assoluzione perché il fatto non costituisce reato. Il giudice Mattei gli ha dato ragione: l’imprenditore è stato assolto perché il fatto non costituisce reato.
