Orte – “Nessuna critica alla prefettura, ma presenza di rifugiati a Orte è inopportuna. Si trovi una soluzione”. Il sindaco Antonio Giuliani chiarisce di non voler fare polemica con la prefettura.
In una lettera del 27 aprile ha scritto al prefetto D’Angelo di rivedere gli arrivi a Orte e in particolare a Orte scalo definendo il paese una “piccola Lampedusa”. In seguito la prefettura ha fatto sapere che la visita prevista in paese per il 3 maggio sarebbe slittata.
“Per procedere ad approfondimenti sulla situazione nel nostro Comune”, ha specificato il sindaco sul rinvio. Un atteggiamento che il primo cittadino ha definito costruttivo.
“Non c’era alcuna polemica nel mio intervento – precisa Giuliani -, ma solo la volontà di rappresentare che, anche a livello di prima accoglienza, la presenza di rifugiati a Orte scalo era inopportuna e che andavano ricercate altre location. La densità di extracomunitari residenti è superiore a qualsiasi parametro previsto, dato che su 4mila abitanti ce ne sono mille.
Mi sono quindi fatto partecipe, su iniziativa dell’amministrazione, di sottolineare la necessità di una maggiore presenza delle forze dell’ordine, specie appunto a Orte scalo. Il nostro non è assolutamente un atteggiamento di chiusura”.
Giuliani, come si legge nella lettera al prefetto, è intervenuto dopo l’arrivo di altri “10 migranti di prima accoglienza, addirittura allocati in appartamenti in condominio, senza alcuna autorizzazione comunale, e con presenza anche di minori non accompagnati”. Il sindaco sottolinea: “Con la prefettura, abbiamo sempre avuto un rapporto di collaborazione, così come, col centro di accoglienza attuale.
La nostra unica preoccupazione è la collocazione a macchia di leopardo sui condomini di Orte scalo di realtà, anche organizzate male, che possono creare allarmi sociali. Ho fatto quindi una considerazione di carattere oggettivo, senza alcuna critica nei confronti dell’operato del prefetto con cui anzi abbiamo sempre lavorato in sinergia”.
Sullo Spraar Giuliani afferma: “Siamo usciti come hanno fatto la maggior parte dei comuni che ne facevano parte, perché non eravamo soddisfatti visto che le persone che sono state mandate a Orte hanno avuto problemi sotto il profilo della legalità. Abbiamo sospeso per impostare un nuovo progetto considerando le realtà che ci sono nel nostro paese. Non è che non vogliamo più aderire allo Spraar, che è probabilmente una forma di tutela per le amministrazioni, ma vogliamo farlo in modo più ragionato e responsabile”.
Nella lettera, il sindaco spiega che il “mio impegno personale e quello di tutta l’amministrazione è quello di tutelare i nostri cittadini da indiscriminati ulteriori arrivi”. Aggiunge quindi: “Auspico che quanto prima si possa arrivare a una soluzione positiva per i cittadini di Orte perché non siamo contrari all’accoglienza e all’interazione con chi viene da altri paesi, anzi rivendichiamo il nostro ruolo sul territorio proprio per questo tipo di attività sociale che pensiamo di aver svolto sempre bene”.
Nella nota inviata al prefetto però il sindaco ha precisato di non esser più “disposti a tollerare ulteriori allocazioni a quelle comunicate via fax successivamente all’arrivo dei migranti” e sugli arrivi precisa: “non so nemmeno quando e come ci saranno, anche questo sarà un aspetto da rivedere”.
Il prefetto doveva essere a Orte il 3 maggio: “La visita è stata rinviata – conclude Giuliani – perché, da come mi è stato riferito, il prefetto vuole approfondire la situazione dei migranti nel nostro paese. Un atteggiamento costruttivo”.
Di seguito il testo della lettera del sindaco di Orte Antonio Giuliani al prefetto di Viterbo Nicolò D’Angelo:
Pregiatissimo signor prefetto,
nell’occasione dell’incontro con i sindaci della provincia di Viterbo, Lei ha tenuto a precisare che occorre istaurare con le realtà locali un rapporto di collaborazione e di informazione.
Nella nostra realtà ospitiamo, attualmente, circa 180 richiedenti asilo di prima accoglienza presso la struttura “Carpe Diem”.
Ad Orte Scalo abbiamo una comunità di circa 1000 residenti extracomunitari, con una presenza scolastica che ormai ha raggiunto il 50% di composizione delle classi.
In aggiunta a ciò, subiamo il flusso quotidiano di circa 400 stranieri, i quali in condizioni di sub-affitto pernottano nei condomini vicini alla stazione ferroviaria – anche in 10 nello stesso appartamento – per poi recarsi a Roma la mattina successiva.
In questa situazione, la collettività ortana non ha mai fatto mancare in forma leale e corretta tutta la sua collaborazione per gestire il fenomeno dell’immigrazione.
Abbiamo appreso con entusiasmo la sua volontà di venire a conoscere la nostra città, sperando che con il Suo arrivo avremmo avuto assicurazione circa il potenziamento del personale della Polizia Ferroviaria per il controllo del flusso ferroviario, dei Carabinieri per il controllo del territorio e soprattutto un provvedimento speciale per il potenziamento del Corpo di Polizia Locale, finalizzato al controllo della legalità, anche nelle ore notturne e per un censimento della presenza degli immigrati negli appartamenti locati.
Siamo una “piccola Lampedusa” all’interno della provincia di Viterbo e come tale ci aspettavamo misure di sostegno adeguate; al contrario, e all’insaputa dell’amministrazione, ci accorgiamo che, nonostante tutte le rassicurazioni, ci siamo trovati ulteriori 10 migranti di prima accoglienza, addirittura allocati in appartamenti in condominio, senza alcuna autorizzazione comunale, e con presenza anche di minori non accompagnati.
Non solo, un esponente dell’operatore economico aggiudicatario della gara, con sufficienza, ha tranquillamente manifestato anche l’intenzione di allocare altri richiedenti asilo in ulteriori appartamenti in overbooking, presi da altre cooperative, quasi fosse un mercimonio.
Questi migranti, peraltro sistemati in appartamenti condominiali non possono godere di spazi aperti, non svolgono attività fisica o culturale e sono destinati a una sorta di reclusione domiciliare: forte disagio quindi per i residenti e condizioni inadeguate per gli ospiti.
Questa situazione va inserita in un contesto territoriale dove siamo ben oltre la percentuale del 3 per mille, dato che Orte ha 9000 abitanti e perciò dovrebbe avere 27 richiedenti asilo, invece ne ha 190.
La Prefettura, con il suo atteggiamento omissivo, anzi elusivo, ha pregiudicato in modo grave l’equilibrio e l’integrazione istaurata nella nostra collettività. E pensare che l’amministrazione comunale ha posto in essere politiche di integrazione, stipulando un protocollo d’intesa con il centro di accoglienza ed ha destinato gruppi di migranti a lavori socialmente utili.
Il 3 maggio potrà constatare personalmente il grado d’intensità del fenomeno migratorio e l’impatto che questo ha sul nostro territorio, di conseguenza, non potrà non condividere che attualmente la situazione è divenuta insostenibile.
Pertanto, noi non siamo più disposti a tollerare ulteriori allocazioni a quelle comunicate via fax successivamente all’arrivo dei migranti.
Auspichiamo un suo impegno formale per l’assunzione di misure straordinarie in favore della nostra città, che non può, per i motivi sinteticamente esposti, essere equiparata alle altre città della provincia.
Il mio impegno personale e quello di tutta l’amministrazione è quello di tutelare i nostri cittadini da indiscriminati ulteriori arrivi, a fronte dei quali saremo costretti a porre in essere tutte le misure idonee in linea con le normative vigenti.
