Viterbo – Per ottenere la revoca degli arresti domiciliari si inventa un inesistente contratto di lavoro, secondo l’accusa.
Così l’ex stella dominicana della pallavolo viterbese, l’interbase Rodolfo Feliz Castillo, detto Bryan, classe 1981 –plurindagato per spaccio di droga – sarebbe riuscito a convincere un giudice del tribunale di Viterbo a rimetterlo in libertà. E per questo per lui è iniziato un nuovo processo, davanti al giudice Silvia Mattei, assistito ancora una volta dallo storico difensore Samuele De Santis.
Per la precisione, Castillo avrebbe indotto in errore il magistrato che doveva decidere sull’istanza di remissione in libertà, esibendo un falso contratto di lavoro. Il giudice, in buona fede, avrebbe quindi accolto la richiesta, considerando che l’indagato stava nel frattempo per diventare padre. Salvo scoprire successivamente che quel lavoro in realtà non esisteva e serviva soltanto a convincere il giudice a fargli riconquistare la libertà.
Castillo, arrestato una prima volta nella maxioperazione antidroga Babele del maggio 2015, la domenica precedente era regolarmente in campo, a poche ore dal blitz di carabinieri e finanza che hanno arrestato in centro una trentina di indagati con l’accusa di spaccio di stupefacenti. Sedici gli italiani, mentre gli altri sono di varie nazionalità, prevalentemente nordafricani e dominicani, le cui piazze di spaccio erano San Pellegrino e San Faustino.
