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“Le accuse dei pm? Solo teorie…”

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Processo Genio e sregolatezza - Adriano Santori parla in aula

Processo Genio e sregolatezza – Adriano Santori parla in aula

Appaltopoli in aula, il processo Genio e sregolatezza

Appaltopoli in aula, il processo Genio e sregolatezza

Viterbo – “Solo teorie”. Per l’avvocato di Adriano Santori “nulla prova le accuse dei pm” nei confronti dell’ex sindaco di GraffiGnano, tra gli otto imputati del più grande processo sull’appaltopoli viterbese: Genio e sregolatezza.

Ieri l’arringa davanti al tribunale di via Falcone e Borsellino. Il difensore, per più di un’ora, ha spiegato ai giudici come e perché il suo assistito sia “del tutto estraneo” alle accuse avanzate dai pm Fabrizio Tucci e Stefano d’Arma. 

Santori è imputato per aver chiesto, secondo la procura, una tangente nell’appalto per la differenziata a Michele Imperiale, che svolgeva il doppio ruolo di collaboratore della Gesta (la società a cui, nel 2010, è stato affidato il servizio di raccolta rifiuti porta a porta) e consulente del comune di Graffignano.
Ma per l’accusa l’ex sindaco avrebbe intascato altre due tangenti: una per i lavori di ristrutturazione del palazzo comunale; l’altra sull’appalto (lavori mai fatti) per la palestra di Sipicciano. Una tangente pari al 10% dell’importo a base d’asta per far vincere, in quest’ultimo caso e sempre secondo i pm, la gara a Fabrizio Giraldo, uno degli imprenditori imputati.

“Non c’è prova di tangenti, né di pressioni – dice l’avvocato nell’arringa -. Santori è estraneo, del tutto, alle accuse di cui è imputato. Accuse che si basano su teorie, impressioni e interpretazioni. Interpretazioni di intercettazioni poco chiare che, purtroppo, possono far cadere in errore”.

Per Santori i pm Tucci e D’Arma hanno chiesto una maxicondanna: tre anni e mezzo di carcere.


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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