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L’edilizia del futuro è sostenibile, antisismica e digitalizzata

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Il convegno dell'Ance all'auditorium della Tuscia

Il convegno dell’Ance all’auditorium della Tuscia

L'assessore regionale Michele Civita

L’assessore regionale Michele Civita

Il presidente dell'Ance Viterbo Andrea Belli

Il presidente dell’Ance Viterbo Andrea Belli

Il presidente dell'Ance Lazio Stefano Petrucci

Il presidente dell’Ance Lazio Stefano Petrucci

Il consigliere regionale Enrico Panunzi

Il consigliere regionale Enrico Panunzi

L'assessore regionale Michele Civita

L’assessore regionale Michele Civita

La platea dei costruttori al convegno Ance

La platea dei costruttori al convegno Ance

Viterbo – Efficientamento energetico, accorgimenti antisismici, riqualificazione e digitalizzazione degli edifici. In due sole parole: il futuro dell’edilizia.

Se ne è parlato oggi al convegno dell’Ance (associazione nazionale costruttori edili) di Viterbo e del Lazio che si è tenuto nell’auditorium di Santa Maria in Gradi, all’università della Tuscia. 

Ad aprire i lavori il presidente di Ance Viterbo Andrea Belli che ha prima ringraziato il rettore Alessandro Ruggieri per l’ospitalità della location e le istituzioni presenti all’incontro, poi è entrato nel merito spiegando i motivi che hanno spinto l’Ance ad organizzare l’incontro.

“Parliamoci chiaro: la crisi è tutt’altro che finita – ha esordito Belli – e proprio per questo è necessario che il mondo dell’edilizia punti sugli investimenti, sulla ricerca e soprattutto vada nella direzione di un nuovo modo di produrre”.

Cambiano i tempi, dunque, e cambiano, di conseguenza, anche le case che la gente vuole comprare ed abitare.

“Ora si vendono solo prodotti di qualità – continua – e su questi dobbiamo puntare. Ma non soltanto nell’ambito delle nuove costruzioni. Non dimentichiamoci, infatti, dei nostri splendidi centri storici: un’enorme risorsa sulla quale investire con ristrutturazioni e riqualificazioni. Per farlo non chiediamo alla politica e alle amministrazioni fondi o sussidi, ci bastano leggi chiare e tempi certi”.

D’accordo con Andrea Belli anche Stefano Petrucci, presidente Ance Lazio.

“Si sta formando sempre di più una cultura ben precisa dell’abitare – dice Petrucci – che ci richiede attenzione alla sostenibilità, agli accorgimenti antisismici e all’utilizzo di sistemi innovativi che possano rendere più fruibili e più intelligenti le nostre case. Questo è il futuro, anzi questo è il presente e per riuscire a renderlo possibile abbiamo bisogno di una legge sull’urbanistica che ce lo permetta”.

Sul tema hanno approfondito la discussione il consigliere regionale Enrico Panunzi e l’assessore della Pisana Michele Civita.

“La legge sull’urbanistica in via di approvazione – spiega Panunzi – ha concluso il suo iter di emendamenti lo scorso aprile. Intanto, nella commissione da me presieduta, abbiamo già ascoltato 35 associazioni del settore, tra le quali proprio l’Ance, Legambiente, ingegneri ed architetti.  Tra i punti focali ci sarà proprio l’efficientamento energetico, il consumo del suolo, l’aspetto antisismico. E, particolare da non tralasciare, dà ampi poteri agli enti locali per determinare le aree di intervento sulle quali costruire”.

Il problema, però, resta secondo il consigliere regionale l’annosa questore del Ptpr (piano territoriale paesistico regionale).

“E’ un macigno – aggiunge – di norme concorrenti e concomitanti che blocca tutto il resto. La nostra sfida è di superarlo una volta per tutte, per rendere il mondo dell’edilizia meno bloccato dalla burocrazia e più attivo”.

La legge sull’urbanistica in corso d’opera si andrà a sommare, o comunque ad affiancare, al già esistente Piano Casa.

“Il Piano Casa scade il 1 giugno – precisa l’assessore regionale Michele Civita – e potrebbe anche essere rinnovato, ma serve lo stesso una nuova legge sull’edilizia, che faciliti i programmi dei comuni per intervenire nelle aree degradate delle periferie, e che permetta ai costruttori di reintervenire sugli edifici già esistenti rendendoli più efficienti ed antisismici”.

La legge, inoltre, punterebbe proprio allo snellimento delle pratiche. “Sarà possibile demolire e ricostruire con un premio del 20% e cambiare la destinazione d’uso, dove possibile rispetto ai piani regolatori locali, senza lungaggini. Ci sarà più chiarezza e velocità negli uffici per l’assegnazione dei lavori e, non ultimo, sarà riservata un’attenzione particolare alle imprese agricole, realtà preziosissime del nostro territorio laziale”.

Al convegno dell’Ance, che prevede nel pomeriggio un focus sulla sperimentazione edilizia con esperti del settore, hanno partecipato tra gli altri gli assessori comunali Alvaro Ricci e Antonio Delli Iaconi, e il consigliere regionale Daniele Sabatini.

Francesca Buzzi


L’intervento di Andrea Belli (Ance) al convegno organizzato dall’associazione a Viterbo

Le imprese non chiedono fondi, non vogliono sussidi, ma richiedono soltanto tempi certi e risposte chiare: un si deve essere un si, un no deve essere un no, non ci possiamo trascinare inutilmente nelle lungaggini della burocrazia.

Ciò è più vero adesso quando la crisi non è finita e le imprese devono puntare su ricerca e innovazione, anche se sono di piccole dimensioni. E’ cambiato il modo di produrre e di costruire e dobbiamo anche adattarci alle esigenze delle nuove famiglie. La sfida che ci attende è sempre più quella della qualità, non solo nelle nuove costruzioni ma anche nelle ristrutturazioni.

 


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