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“Per colpa dei Leporatti ho perso i risparmi di una vita”

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Matteo Leporatti

Matteo Leporatti

Leonardo Leporatti

Leonardo Leporatti

Viterbo – Associazione per delinquere. Nuova udienza ieri per il processo ai fratelli Matteo e Leonardo Leporatti, al padre Corrado e a due loro collaboratori. Davanti al collegio del giudici presieduto da Silvia Mattei (al latere, Giacomo Autizi e Giovanni Pintimalli) sono tornate a sfilare le vittime, testimoni dell’accusa. Tra questi il geometra viterbese di 53 anni che nel luglio del 2010 diventa socio al 50% della Luxury rent, la nuova srl di autonoleggio della famiglia Leporatti che vede come amministratore Corrado Leporatti.

La società sarebbe nata da un capitale sociale minimo: 10mila euro. Per nulla esiguo, invece, il mutuo che nel settembre 2010 la banca avrebbe concesso alla Luxury rent: 104mila 500 euro, o poco meno. Della cifra si sarebbe fatto garante il geometra. Ovvero, se gli oltre 100mila euro non fossero rientrati nella casse della banca questa li avrebbe presi direttamente dal suo conto corrente. “Credevo che la società potesse avere successo, per questo ho accettato – ha detto in aula il geometra, costituito parte civile tramite l’avvocato Giuliano Migliorati -. Sulla Luxury rent ho investito i risparmi di una vita, senza però vederli fruttare e guadagnarci. Quei soldi sono spariti, senza avere spiegazioni sulla fine che hanno fatto”.

Per l’accusa, di quegli oltre 100mila euro si sarebbero appropriati indebitamente i fratelli Leporatti (amministratori di fatto, per la procura di Viterbo, della Luxury rent) e il padre Corrado, che li avrebbero utilizzati per altre tre società a loro riconducibili: la Lem automobili, la Km 85 e la Elcor trade, tutte con sede sulla Cassia nord. “Sapevo che quelle società erano ancora operative – ha spiegato il geometra -, ma non me ne sono mai interessato né mi era stato detto che quei 100mila euro sarebbero stati utilizzati in loro favore. I Leporatti mi hanno provocato un elevatissimo danno economico, visto che l’importo posto a garanzia corrispondeva al mio intero patrimonio finanziario”.

Ma non finisce qui. I Leporatti, padre e figli, si sarebbero appropriati, sempre indebitamente e sempre per l’accusa, anche della Porsche Carrera da 71mila euro del geometra. Il 53enne l’avrebbe data in conto vendita agli imprenditori viterbesi che, una volta venduta, non gli avrebbero consegnato il corrispettivo.

Terminato l’ascolto del testimone, Matteo Leporatti – unico imputato presente in aula – ha chiesto e ottenuto dai giudici la possibilità di rendere spontanee dichiarazioni. “Ho conosciuto il geometra nel 2002 e da allora ha comprato ben dodici auto dalla nostra concessionaria. Di quella Porsche che ci ha portato se ne era stufato e ci ha chiesto di venderla. Nel frattempo ha usufruito, per un anno, di varie auto su cui pagavo un leasing da 3mila euro al mese. Avevo dei costi, ma a lui non ho mai chiesto nulla”.

Per quanto riguarda gli oltre 100mila euro che, invece che alla Luxury rent, sarebbero andati ad altre tre società dei Leporatti, Matteo Leporatti sostiene che gli assegni siano stati “firmati dallo stesso geometra. Mio padre non c’entra nulla, era solo amministratore della nuova srl. Il 53enne d’altronde, essendo sempre in concessionaria, sapeva benissimo della nostra precaria situazione. Crediti, debiti. Ma nonostante questo, essendo un grande appassionato d’auto, aveva comunque deciso di entrare in società con noi. Venendo in concessionaria tutte le sere, conosceva benissimo le nostre vicende: sia quelle belle, che quelle brutte. E sapeva che quei 100mila euro non ci sarebbero serviti solo per acquistare le auto”.


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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