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L’organo monumentale a santa Maria del Ruscello torna a suonare

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L'organo monumentale a santa Maria del Ruscello torna a suonare

L’organo monumentale a santa Maria del Ruscello torna a suonare

Vallerano – Riceviamo e pubblichiamo – Finalmente il tanto atteso concerto del maestro Ferdinando Bastianini all’organo monumentale di Maria santissima del Ruscello dei Donatori di Sangue a Vallerano ha rianimato lo strumento che il freddo inverno aveva messo a tacere.

Niente di più opportuno iniziare con la “Passacaglia” di Haendel per aiutare il pubblico presente nel santuario a passare il calle qui il ruscello, quello che il giovane G. F. Haendel doveva per forza attraversare per arrivare dal castello Ruspoli attraverso la Cupa a suonare e comporre brani poi divenuti famosi come il “Salve Regina” che presentò lui stesso alla presenza di Francesco Maria Ruspoli che lo ospitava a Vignanello e i Farnese nostri signori del tempo, correva l’anno 1707.

A seguire non poteva mancare J. S. Bach con la Toccata e Fuga in Re minore che ci ha fatto sobbalzare per le sonorità antiche nel ripieno di alcune canne dell’Ercoli che producevano, grazie alla magistrale esecuzione del maestro, delle risonanze che per un momento annullavano il tempo e il luogo proiettandoci in un eterno presente cosmico.

L’atterraggio, preparato ad arte, avvenuto con l’arcinota Aria sulla IV corda di Bach introduceva all’ascolto, meno sublime ma altrettanto accattivante, di Mozart. Numerosi altri brani hanno deliziato le nostre orecchie infine un omaggio con arie dedicate alla Madonna che ci aveva gentilmente ospitato concludevano un pomeriggio davvero speciale.

Lontano dal frastuono spesso monocorde dei nostri cellulari impegnati a cogliere l’attimo fuggente perdendosi “l’eterno e le morte stagioni” della vita scandite da un altro tempo quello che solo i grandi musicisti sanno afferrare trascrivere e regalare.

Un grazie alla famiglia Ercoli sempre attenta a recuperare, come noi del Gruppo archeologico Francesco Orioli, il nostro ricco passato valleranese sulle orme del maestro Brenno. 

Massimo Moricoli


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