Tuscania – Per la maggior parte dei tuscaniesi, la fiera di maggio è l’essenza del paese. E’ il bestiame, i trattori che riempiono viale Trieste, gli espositori che dormono in tenda accanto ai loro mezzi e il brulicare di gente per le vie e all’ingresso delle porte.
E’ anche il primo gelato della stagione, i bar aperti tutta la notte e i sacchetti di prugne, “nocchie” e visciolette.
Fabio Bartolacci, sindaco di Tuscania, lo sa bene. E quei ricordi è intenzionato a farli rivivere, per far rivivere l’orgoglio tuscaniese di quello che era uno degli appuntamenti più importanti del settore agricolo della provincia e non solo.
“Dall’inizio del nostro insediamento – dice Bartolacci – abbiamo sempre lavorato nel segno della continuità. Il nostro progetto era quello di riportare la fiera ai suoi valori antichi, perché la nostra è una tradizione centenaria, già dai tempi di quella del bestiame in cui eravamo un vero punto di riferimento. La manifestazione si è pian piano trasformata in esposizione delle macchine agricole e fino agli anni ’70 è rimasto un appuntamento imperdibile per il settore. Un aspetto che, però, si è andato perdendo, finché non abbiamo deciso di ritornare alla tradizione”.
I trattori dunque tornano a occupare le vie. “Ci saranno diversi espositori di mezzi agricoli, ma anche macchinari per il giardinaggio e per la raccolta delle olive. Poi le marche automobilistiche come accadeva in passato. Si torna all’antico, un antico dal sapore moderno, perché comunque nel centro storico saranno allestite le bancarelle dell’artigianato e quelle etniche. Ha forse funzionato il passaparola, per cui quest’anno è aumentata la richiesta di chi partecipa. Ci sarà un po’ di tutto, la fiera sarà grande e bella”.
Quindi una novità. “Le visite guidate, organizzate grazie a un progetto finanziato dalla regione Lazio che si chiama “Tuscania, uno scrigno da aprire“. Nei giorni della fiera, appunto, ci saranno due visite guidate, una alle 11 e una alle 15,30, alle quali, gratuitamente, ci si potrà prenotare per godere degli angoli del paese illustrati da guide preparate”.
La fiera è stata da sempre la festa più importante dopo i santi Martiri di agosto. “Abbiamo risvegliato anche in questo caso il risvolto cattolico-cristiano legato alla Madonna liberatrice che cade l’11 maggio, organizzando la messa solenne a cui parteciperanno le autorità civile e militari”.
Bartolacci sottolinea il legame della manifestazione con il territorio. “La fiera – spiega il sindaco – rappresenta un orgoglio per un tuscaniese, perché il nostro paese ha da sempre primeggiato in questo ambito, poi siamo passati nell’oblio. Ci è dispiaciuto e per noi, era una scommessa riappropriarci della manifestazione. Amministrazione, proloco, che sta facendo un ottimo lavoro, ma anche assessori e consiglieri si sono dati da fare e si stanno dando da fare per curare ogni dettaglio e per attirare gente, promuovendo la fiera come volano per la nostra economia.
Il turismo è un settore che curiamo quotidianamente. E’ di qualche settimana fa anche il programma del nostro concittadino Osvaldo Bevilacqua, “Sereno variabile”, che ci ha dedicato una puntata. Si tratta solo di uno dei tanti rapporti che stiamo intrattenendo perché la nostra città ha bisogno di esplodere nella sua bellezza.
Il prossimo appuntamento da non perdere sarà con la raccolta della lavanda nel mese di luglio e anche in questo caso avremo tante novità. Stiamo cercando di ricreare le condizioni di una città che vive e di un centro storico rivitalizzato. Anche l’estate sarà fantastica, sia col contributo dell’amministrazione, ma anche di tanti privati che si stanno dando da fare moltissimo”.
Bartolacci parla di ritorno alla tradizione nel segno della modernità. “Vogliamo stare al passo dei tempi e far vivere ciò che era come qualcosa che, oggi, possa produrre interesse e ricchezza. Vogliamo sprigionare emozioni, perché la gente si muove attraverso i sentimenti. La nostra amministrazione punta a questo. Siamo convinti – conclude il sindaco – che, alla fine, il bilancio sarà positivo”.
Paola Pierdomenico
