Montefiascone – Finisce in tribunale la scazzottata tra una guardia medica in camice bianco e un radiologo in mimetica e basco della folgore al pronto soccorso dell’ospedale di Montefiascone.
I due si sono querelati reciprocamente, ma mentre per il radiologo, accusato di lesioni, è scattata l’archiviazione, il medico di guardia, che avrebbe soltanto urlato, è finito sotto processo.
Il medico di guardia – accusato di minacce – è quello dei due che, nella contesa, si sarebbe beccato un pugno. E avrebbe reagito, urlando: “Mi tolgo il camice e ti appendo al muro”. Sarebbe questa l’unica minaccia, a detta della testimone ascoltata giovedì dal giudice Roberto Migno.
La resa dei conti risale alla sera del 12 marzo 2013, quando, verso le 20, il dottore della guardia medica, oggi imputato, che stava staccando dal servizio, si è ritrovato all’improvviso davanti il collega radiologo inferocito. Tra i due ci sarebbero già state delle vecchie ruggini per questioni legate ai turni di lavoro.
Il casus belli sarebbe stata una mancata consulenza. Tutto sarebbe cominciato, quando il medico di guardia ha chiesto una consulenza al radiologo, scoprendo che, per un disservizio interno, era fuori sede. Apriti cielo.
Fatto sta che poco dopo il radiologo sarebbe piombato al pronto soccorso – vestito di mimetica e basco della folgore – e gli avrebbe sferrato un pugno in pieno volto, mettendolo quasi kappao. Un pugno al quale la vittima, ovvero il medico di guardia, avrebbe a sua volta reagito, minacciando il “giustiziere” di stracciargli la divisa e chiudendolo in un gabbiotto.
“C’è stato un battibecco – ha detto la testimone – ma lo scontro è stato reciproco. A parte che il medico di guardia, a un certo punto, ha urlato che si sarebbe tolto il camice e avrebbe appeso il collega al muro”.
I carabinieri hanno trovato i contendenti sul piazzale dell’ospedale, dove nel frattempo si era radunate decine di curiosi, tra il personale e gli utenti, col servizio di guardia medica temporaneamente sospeso “per botte”. Il “cazzottato” con un trauma sul viso, l’altro in macchina in stato di grande agitazione.
Il radiologo si è costituito parte civile contro la guardia medica. E il processo va avanti nonostante il giudice – in passato – abbia invitato i dottori, assistiti dagli avvocati Paolo Delle Monache e Mirko Bandiera, a chiuderla bonariamente. Per evitare una più amara medicina.
