Viterbo – Slitta per la seconda volta in due mesi la discussione del processo all’autista di un bus di linea accusato di avere molestato sessualmente, nel 2011, un ragazzino che all’epoca aveva soltanto 13 anni.
L’imputato deve rispondere di violenza sessuale aggravata su minore. La presunta vittima attende giustizia da sei anni.
Ieri l’ulteriore rinvio, davanti al collegio, a causa dell’astensione degli avvocati penalisti contro la riforma della giustizia.
Il processo – giunto al rush finale – è così slittato di nove mesi, a febbraio 2018.
I fatti, avvenuti in un centro della Teverina, risalgono al marzo del 2011. Era pomeriggio e il ragazzino, dopo la scuola calcio, avrebbe preso il solito autobus per recarsi a casa della nonna.
Una volta giunto alla fermata, però, il conducente, che all’epoca aveva 38 anni, sarebbe sceso con lui tentando un approccio sessuale, al quale l’adolescente si sarebbe sottratto, divincolandosi e correndo subito a casa, dove ha raccontato tutto ai familiari, facendo scattare la denuncia.
Nel corso delle indagini, gli investigatori hanno anche perquisito l’abitazione e posto sotto sequestro il computer del presunto maniaco, all’interno del quale sarebbe stato rinvenuto un ingente quantitativo di materiale pedopornografico.
Il processo, che per la delicatezza del caso si è celebrato a porte chiuse, ha preso il via nel 2014 con l’audizione della presunta vittima, nel frattempo sedicenne. Il giovane, diventato maggiorenne, è parte civile con l’avvocato Luca Paoletti. Oggi ha 19 anni.
