Viterbo – Come si fa un libro? Come si crea quella magica struttura di carta, pelle e filo che dà vita a uno degli oggetti più immortali e senza tempo?
Lucia Maria Arena lo ha raccontato ieri pomeriggio al secondo incontro organizzato dalla Cna in occasione della mostra concorso “Forme e colori della Tuscia”, nella splendida cornice del museo della ceramica di palazzo Brugiotti, dove è stata allestita l’esposizione degli artigiani.
Lucia Maria Arena, artista nell’animo ha raccontato come l’avventura della legatoria è nata quasi per caso.
“Io lavoravo il vetro – spiega – ma le cose non andavano bene e per una casualità mi ritrovai a tentare, insieme a mio marito, di rilevare l’antica Legatoria Viali, attiva a Viterbo dal 1891. E’ iniziato così un percorso di apprendistato a fianco al legatore che ci aveva preceduti, durato un anno e mezzo. Poi abbiamo continuato da soli”.
Prova dopo prova, Lucia Arena scopre quanto sia difficile fare un libro. Quante tecnica era necessaria e quanta manualità serviva.
“Non pensavo fosse così complesso – continua -. Abbiamo dovuto studiare molto. Sia io che mio marito abbiamo approfondito gli studi di settore, con corsi specializzati anche all’estero”.
Poi nel corso degli anni il lavoro è cambiato. Gran parte delle commissioni di legatoria che la bottega produceva per conto di amministrazioni ed enti è stato via via sostituito dal digitale. Ma Lucia ha interpretato tutto questo come un’opportunità, non come una sconfitta.
“Visto che dovevamo rimetterci in gioco – aggiunge – ho deciso di dare un tocco artistico alla nostra produzione. E da lì sono nati i lavori più creativi, fantasiosi e ricercati, destinati ovviamente a un particolare tipo di pubblico e di acquirente”.
Lucia Maria Arena, accompagnata dal marito, ha mostrato al pubblico alcune delle pelli utilizzate per rilegare i libri: da quella di struzzo a quella di maiale, dalla pecora marocchina al legno. Sì il legno. La nuova frontiera del rivestimento dei libri, infatti, pare essere proprio questa.
“E’ un prototipo nuovissimo – conclude Lucia Maria Arena – che ancora dobbiamo capire come potrà essere lavorato e inciso. Un mondo ancora da scoprire e sperimentare. Sicuramente ci farà da stimolo ad inventare qualcosa di nuovo perché non sempre far rilegare i libri significa dargli una vesta “anticheggiante”. Esistono dei nostri lavori anche molto moderni, quasi futuristici, ma sempre rigorosamente fatti a mano”.
L’incontro, al quale ha partecipato anche il presidente della fondazione Carivit Mario Brutti, era il secondo del ciclo organizzato dalla Cna. Il 12 maggio sarà la volta dell’ultimo appuntamento dal titolo “Forme e colori del legno”. La docente universitaria Manuela Romagnoli ne parlerà con il liutaio Andrea Di Maio e il restauratore Antonio Iachini.


