Orte – Studente sedicenne di Corchiano sale sul treno senza biglietto, nei guai finisce la controllora, dopo che alcuni passeggeri hanno chiamato la Pofer, commossi dalle lacrime del ragazzo. La donna, nonostante i pianti, gli avrebbe strappato 50 euro dalle mani. Gli unici soldi che aveva.
Il giovane ha avuto una crisi di disperazione quando ha scoperto che oltre al prezzo del biglietto doveva pagare anche un extra di 50 euro per averlo fatto sul convoglio e non a terra.
Sul banco degli imputati una capotreno 56enne di Foligno, sotto processo a Viterbo per abuso d’ufficio e per aver disubbidito all’ordine della polizia di non far ripartire il convoglio Roma-Perugia, fermato a Orte la sera dell’8 ottobre 2012 dalla Polfer, intervenuta per verificare la denuncia del minorenne.
Ieri l’imputata, assistita dall’avvocato Fasulo, si è difesa davanti al collegio. “Ve la dico io la verità – ha detto – è stata una ritorsione. Uno dei testimoni che mi accusano è un anziano che va sempre in giro senza biglietto o con il biglietto contraffatto. Non gli ho strappato i soldi, ho ho fatto solo il mio dovere. I soldi me li ha dati lui per non doversi fermare a Orte”.
“Faccio la capotreno da 37 anni – ha spiegato la 56enne – il ragazzo ha pagato per evitare che lo facessi scendere a Orte e poi ci ha ripensato, ma io non potevo più farci nulla. Gli avevo già fatto la ricevuta. Il permesso di far ripartire il treno, che era carico di pendolari, me lo ha dato un poliziotto, dopo un fermo di un quarto d’ora”.
Il giovane, giunto in ritardo alla stazione, come lui stesso ha raccontato in aula, pensava di poter fare il biglietto a bordo. Ma quando ha scoperto che non sarebbero bastati gli 8,70 euro del ticket regolamentare, ma che doveva pagare anche 50 euro di sovrapprezzo, dopo avere allungato la banconota alla controllora avrebbe cercato di farsela restituire, scoppiando a piangere tra i passeggeri.
“Studio a Foligno e quelli sono i soldi per la spesa di tutta la settimana – avrebbe gridato davanti a tutti tra le lacrime – mia madre è in ospedale, la prego, mi dia indietro i 50 euro”.
Niente da fare. Allora alcuni passeggeri si sono commossi di fronte a tanta disperazione e hanno chiamato la Polfer che alla stazione di Orte ha aspettato il treno sui binari e lo ha fermato per un controllo.
La capotreno, secondo alcuni testimoni, tra i quali un poliziotto, sarebbe nota alla Polfer e ai pendolari per la multa-facile e i modi spicci. Alla presunta vittima, oggi 22enne, all’epoca studente dell’istituto alberghiero di Spoleto che si manteneva agli studi facendo il cameriere, avrebbe “sottratto” gli unici soldi che aveva, 50 euro che sarebbero dovuti bastargli per tutta la settimana.
“Io ho solo applicato la legge”, si difende la donna. Sentenza a gennaio 2018. Nel frattempo saranno trascorsi quasi sei anni.
Silvana Cortignani
