Viterbo – (g.f.) – Il cielo è grigio e minaccia pioggia, diversamente da quanto gli altoparlanti diffondo: “Il cielo è sempre più blu”, le note di Rino Gaetano scelte non a caso.
Tira forte anche il vento, ma alla fine, l’incontro post primarie della mozione Renzi è stato “graziato”. Non ha piovuto.
Luisa Ciambella, Martina Minchella, Andrea Egidi e Giuseppe Fioroni hanno potuto parlare al parco dei frati Cappuccini e ringraziare.
Anzi, il maltempo ha prodotto un benefico effetto secondario: discorsi stringati e poi, approfittando del meteo clemente, un brindisi e un panino con la porchetta. Parecchi i Democratici arrivati da Viterbo e provincia.
Giuseppe Fioroni è soddisfatto. A tal punto, da concedere l’onore delle armi agli sconfitti. Le mozioni Orlando ed Emiliano. A modo suo, certo. Ma è pur sempre qualcosa. “C’è un dibattito che interessa solo la nostra provincia – osserva Fioroni – ed è la soddisfazione dei perdenti.
L’onore delle armi va riconosciuto, Orlando ha fatto un bel risultato, Emiliano che non c’era per niente, ne ha fatto uno ancora più straordinario, prendendo il 4% senza che nessuno lo conoscesse”.
Tuttavia: “Resta il fatto che nel concedere a tutti gli onori immensi per lo straordinario, eccezionale, risultato ottenuto, in democrazia il mondo si divide in due parti, chi vince e gli altri che hanno visto vincere. Noi stavolta siamo felici che Renzi abbia vinto”.
Anche se non è stato facile. “Un risultato faticoso da raggiungere”. Per via del calo dei votanti. Non nella Tuscia. “La nostra provincia si attesta sui numeri del 2013 e nel capoluogo aumenta. Significa che è stato uno sforzo vero di mobilitazione, in una grande festa di democrazia”.
Una festa già finita. Vietato oziare. “Dobbiamo portare a casa il completamento della vittoria. Non ozieremo. Ci saranno le elezioni amministrative, il riassetto del partito cittadino e provinciale, le elezioni politiche, tutto ci possiamo permettere, meno che di oziare.
Credo che Grillo, Salvini, FdI faranno tutto, meno che aspettare il nostro ozio”.
Fioroni ha già un’idea su come non oziare. Concentrandosi sulle alleanze, ad esempio. “Abbiamo in testa aprire le nostre porte a tutti quelli che non si riconoscono né con Salvini, né con Grillo e nemmeno con FdI. Con tutti quelli non populistici”.
Il 30 aprile è servito, per il segretario provinciale Andrea Egidi, a rimettere le cose al proprio posto. Renzi è di nuovo segretario nazionale Pd e per Luisa Ciambella, il posto scelto, un monastero, suggerisce come al Pd occorra meditare e lavorare di squadra.
Ad ascoltare, le varie anime del Pd. Ci sono un po’ tutti, da Sandro Mancinelli ad Aldo Fabbrini. Pure chi non è proprio Pd. Come Livio Treta, consigliere comunale e pure chi forse non lo è più, Stefano Bonori, responsabile Mo.Ri.
Sul parco tira il vento e sono tutti insieme. Finché non cambia direzione, tutto bene.
Giuseppe Ferlicca












