Roma – Spari troppo forti e garage troppo piccolo.
Sembra infittirsi il mistero sull’omicidio di Aldo Moro. Alcune cose raccontate ai magistrati e alle Commissioni negli anni dai brigatisti non sarebbero esatte.
Il tutto è emerso durante i nuovi accertamenti dei carabinieri del Racis, Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche.
“Molti dubbi e molte perplessità sulla modalità dell’uccisione di Moro, per quanto riguarda il racconto che hanno dato i terroristi Moretti e Maccari” dice il presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro, Giuseppe Fioroni, sul Secolo d’Italia.
Giovedì mattina i Ris del comandante Ripani hanno fatto un sopralluogo nel garage in cui il 9 maggio del 1978 i brigatisti uccisero Aldo Moro.
I due dettagli che non convincono sarebbero due.
Prima di tutto la grandezza del garage. Una Renault 4 identica a quella dove fu messo il corpo di Aldo Moro è stata parcheggiata dai Ris nel garage in via Montalcini 10 e secondo Giuseppe Fioroni gli spazi non sarebbero compatibili “per il tipo di ingombro dell’auto”.
Poi gli spari. I Ris li hanno ripodotti usando una mitraglietta Skorpion e una pistola semiautomatica Walter Ppk.
Quegli spari, così come raccontati dai brigatisti, sarebbero stati troppo forti e li avrebbero esposti al rischio “di poter essere visti o ascoltati”.

