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“Dopo quattro anni ancora impossibile stimare i danni permanenti”

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Grotte Santo Stefano - Parcheggio accanto alla stazione

Grotte Santo Stefano – Parcheggio accanto alla stazione

Grotte Santo Stefano - Parcheggio accanto alla stazione

Grotte Santo Stefano – Parcheggio accanto alla stazione

Grotte Santo Stefano – Bimbi di 5 e 9 anni travolti dai sassi, sarebbero sopravvissuti per miracolo al crollo di una parete di terra e detriti nel piazzale della stazione ferroviaria di Grotte Santo Stefano. Entrambi i bambini coinvolti nel drammatico incidente del 17 aprile 2013, hanno riportato traumi da schiacciamento.

Il più piccolo fu portato al Gemelli, il più grande al Bambin Gesù di Roma. E’ tuttora seguito dagli psicologici per il trauma riportato rimanendo sepolto sotto una valanga di terra e sassi. Il secondo è tuttora alle prese con le conseguenze fisiche del terribile incidente che per poco non si è trasformato in una tragedia. 

E’ ripartito dalle superperizie  il processo all’unico imputato, un geometra del Comune accusato di lesioni gravissime, assistito dal Giovanni Bartoletti. E ieri è stata la volta del confronto tra i due consulenti nominati dal tribunale e dai genitori delle vittime, la professoressa Mariarosaria Aromatario e il medico-legale viterbese Claudio Picca.

Nessun dubbio, secondo i consulenti sulla gravità delle lesioni riportate dal bambino più grande. “Ha perso l’uso della mano destra, ha subito più interventi all’anca, ha la gamba destra più corta di due centimetri, fa ancora fisioterapia e porta tuttora le stampelle, impossibile dire quali saranno complessivamente i danni permanenti”, hanno concordato.

Su un solo punto le conclusioni sono apparse divergenti, il danno alla mano. Per Picca è già stimabile un’invalidità permanente del 65%, per la Aromatario del 25%. Da rivalutare al termine del lunghissimo percorso di riabilitazione e dopo eventuali altri interventi chirurgici le condizioni dell’anca e della gamba, dove il piccolo ha una cicatrice di 28 centimetri. 

Secondo l’accusa, il piazzale delle ferrovie della frazione, appena trasformato in parcheggio dal comune, avrebbe dovuto essere ancora off limits al pubblico in attesa dell’inaugurazione. Invece era accessibile, e pieno di bambini che giocavano con la palla sotto gli occhi delle mamme.

Le vittime furono estratte con l’aiuto delle mamne e dei pendolari, in arrivo proprio in quel momento, che scavarono a mani nude per fare presto. A distanza di quattro anni, i bambini, che nel frattempo hanno 9 e 13 anni, sono stati visitati da tre medici legali. Uno solo assente, ieri, per legittimo impedimento, il dottor Alfredo Borghetti per la difesa. 

I genitori dei due bimbi, costituiti parte civile al processo, sono rappresentati dall’avvocato Luigi Gioiosi. Per il difensore Bartoletti “ad oggi il comune non si è assunto responsabilità”. A luglio sarà sentito tra i testimoni a favore del geometra il dirigente Mario Rossi. 


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