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Viterbo – Separazione delle carriere dei magistrati, oltre trecento firme in quattro ore: in coda anche la consigliera comunale Daniela Bizzarri e l’ex direttore dell’Ater, Ugo Gigli.
Oltre trecento, un record. Per la precisione 311 firme, raccolte al banco della camera penale tra le ore 9 e le 13. Nonostante invece di essere posizionato all’ingresso, come era nel programma originale, per godere della massima visibilità, il banco all’ultimo momento sia stato allestito in fondo al corridoio a sinistra del pianoterra, davanti alla sede dell’ordine degli avvocati.
“Abbiamo portato a casa un eccellente risultato – commenta il presidente della camera penale, Mirko Bandiera – la posizione più defilata del previsto non ha ostacolato la raccolta firme; 311 in quattro ore, per una realtà piccola come Viterbo, sono un successo. Vuol dire che c’è tanta gente motivata, che condivide e appoggia la battaglia”.
La raccolta firme al palagiustizia di via Falcone e Borsellino è solo la prima tappa.
“Noi penalisti viterbesi, data l’importanza della posta in ballo, abbiamo organizzato una doppia raccolta. La prossima sarà durante Caffeina, in occasione di un evento speciale, che dovrebbe coinvolgere l’interesse del pubblico e quindi ci darà modo di spiegare a chi non è ferrato nell’argomento l’importanza della separazione delle carriere”.
Firme per la separazione delle carriere dei magistrati a Caffeina. Si tratta di un evento dedicato a Marta Russo, la studentessa della Sapienza uccisa da un colpo vagante di pistola il 14 maggio 1997.
“Ci sarà la mamma di Marta Russo e ci saranno i legali di Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro – spiega il presidente Bandiera – assieme alla giornalista Alessandra Viero di Quarto Grado”.
La raccolta firme è promossa a livello nazionale dall’Unione delle camere penali italiane, che ha presentato una proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri.
A motivare gli avvocati penalisti è la facilità con la quale pubblici ministeri e giudici, appartenenti allo stesso ordinamento, possono passare da una funzione all’altra, si aggregano nelle medesime associazioni di categoria e siedono negli stessi consigli di disciplina, valutandosi reciprocamente.
Una situazione che, secondo la Camera penale, non rende equo il sistema e per questo va garantito un giusto equilibrio che si può raggiungere solo separando le carriere in magistratura.




