Viterbo – La tradizione si è rinnovata, in tutta la sua bellezza e sacralità. Il santissimo Salvatore è tornato a sfilare per le vie del centro. In processione, sul carro trainato dai buoi che trasporta il celebre trittico.
Multimedia: La processione del santissimo Salvatore – slide – video
Un evento dal sapore antico, che affonda le sue radici negli ultimi decenni del tredicesimo secolo. La processione ha preso il via dalla chiesa di santa Maria Nuova e, passando per i caratteristici vicoli di san Pellegrino, è stata preceduta dal corteo storico. Musici e figuranti hanno testimoniato la storica partecipazione delle corporazioni delle arti e di tutto il mondo lavorativo della città alla cerimonia.
Hanno preceduto il carro diverse confraternite, i cavalieri di san Giorgio, l’Unitalsi e il clero.
Dopo essersi snodata per le vie del centro, la processione ha fatto la tradizionale sosta in piazza del Comune dove le autorità cittadine, tra cui il sindaco Leonardo Michelini, la vicesindaco Luisa Ciambella e il deputato Giuseppe Fioroni, hanno reso omaggio all’icona. “Un corteo bellissimo, quest’anno insuperabile – dice il primo cittadino -. Grazie alla parrocchia, all’associazione e al comitato di santa Maria Nuova che organizzano questa bellissima festa che ci dà la possibilità di scoprire una testimonianza della nostra origine e devozione”.
A salutare i partecipanti anche don Mario Brizi, parroco di santa Maria Nuova. “L’icona del santissimo Salvatore – ricorda il sacerdote – è stata rinvenuta nel 1283. E la sua devozione, per volontà e desiderio dei viterbesi, si è tramandata fino a oggi. Una devozione che ha attraversato tante generazioni”.
La processione, seguita da numerosi fedeli e turisti attratti dal suo caratteristico fascino, è poi tornata sul sagrato della chiesa di santa Maria Nuova dove i presenti hanno ricevuto la benedizione di don Luigi Fabbri.









