Viterbo – Si parte da un risultato, 4 a 3, ma la partita vera deve ancora cominciare. Si giocherà l’11 giugno e solo in un comune, quello di Tarquinia, eventualmente pure il 25.
Elezioni comunali nella Tuscia, il Pd parte con quattro centri su sette che vanno al rinnovo, governati dal centrosinistra e il segretario provinciale Andrea Egidi li presenta, con il responsabile regionale Fabio Melilli. Sperando non solo di confermarli, ma di fare anche meglio.
Prima, un doppio ringraziamento: “A Mauro Mazzola e Angelo Cappelli – dice Egidi – che per ragioni diverse non si ripresentano e hanno svolto il loro compito in un periodo complicatissimo”. Il primo, a Tarquinia, fine secondo mandato, il secondo, a Capranica, per scelta. Facendo spazio a Pietro Nocchi, assessore uscente.
Tarquinia è l’unico comune in cui, nel caso nessun candidato dovesse raggiungere il 50% più uno dei voti, andrà al ballottaggio. In quel caso il Pd dovrà stringere intese con chi per affinità è più vicino. Ricompattarsi, magari con Moderati e riformisti e il candidato Bacciardi ex componente della squadra Mazzola.
“In realtà – spiega il candidato sindaco Pd Anselmo Ranucci – noi siamo già compatti. Il Pd è unito, le primarie sono servite a questo. Puntiamo a vincere al primo turno, pensiamo a questo. In base ai risultati, vedremo. Ci sono affinità con alcuni candidati, io non decido da solo. Lo valuteremo insieme.
Di sicuro, con uno non faremo mai intese. Nemmeno se ci dovesse servire un solo voto per vincere”. Non lo nomina, ma il riferimento è a Gianni Moscherini.
La possibilità di non vincere al primo turno, invece, l’uscente Mazzola, nonché presidente della provincia, non la prende nemmeno in considerazione: “Io il 10 giugno a sera sbaracco tutto, in comune e a palazzo Gentili. Perché l’11 vinciamo”.
Poco distante, a Montalto di Castro, c’è da battere l’uscente Sergio Caci. “Con l’esito delle primarie – osserva Alessandro Lucherini, candidato sindaco – con cui siamo riusciti a portare 1300 persone al voto, nulla è scontato. Se un mese fa Caci poteva dirsi in vantaggio, oggi non è più così. I cittadini hanno recepito che un’alternativa a quest’amministrazione è possibile.
Mi spingo a dire che la vittoria di Caci è tutt’altro che scontata. Direi che è più probabile la nostra”. Opinione condivisa dal segretario comunale Quinto Mazzoni.
A Ronciglione, il sindaco uscente Giovagnoli se la dovrà vedere con pezzi della sua maggioranza che si presentano in altre liste, persone che cinque anni fa avevano conquistato il comune insieme a lui.
“Belle candidature – sottolinea Alessandro Giovagnoli – che sono state sostituite con altre, altrettanto belle e direi anche di più. Ma quello che io mi chiedo, è come sia sostenibile una lista in cui la sinistra vada insieme alla destra. La gente non lo capisce, è disorientata”.
A Capranica, Pietro Nocchi prova a raccogliere l’eredità di Angelo Cappelli. Il primo cittadino uscente avrebbe potuto ricandidarsi. La sua scelta è stata diversa. “Una decisione importante – sottolinea Nocchi – abbiamo lavorato tanto insieme, coinvolgendo giovani, realtà importanti del paese. E sentiamo tanta vicinanza.
Chi si appresta a compiere questa sfida ha esperienza e ci tiene al proprio paese e alle proprie tradizioni”.
All’incontro manca solo Rodolfo Mazzolini, sindaco uscente indipendente e candidato a Castel Sant’Elia. Negli altri due centri che tornano alle urne, Latera e Barbarano Romano, il Pd non è presente in modo diretto.
“L’impegno – sottolinea il segretario provinciale Andrea Egidi – è di ricostruire anche in questi comuni, un lavoro politico organizzato”.
Su Tarquinia Egidi è certo: dopo dieci anni d’amministrazione Mazzola la città è cresciuta. “Quanto fatto è il nostro miglior biglietto da visita, non stiamo in campagna elettorale con polemiche o insulti. Da segretario provinciale mi sento di fare un appello ai cittadini. Evitare salti nel vuoto”.
Le elezioni comunali sono un bel banco di prova per il Partito democratico. Nella Tuscia, ma non solo. “Nel Lazio – spiega il segretario regionale Fabio Melilli – si va al rinnovo di centri importanti, da Guidonia e Frosinone. Il partito c’è ovunque, abbiamo stretto alleanze, seppure non dovunque omogenee, ma spesso incidono nelle scelte, le vicende locali”.
E dopo le comunali, arriveranno le regionali. Nel 2018.
“Con Nicola Zingaretti – continua Melilli – stiamo lavorando a un allargamento della coalizione, guardando soprattutto al civismo. Ragioneremo anche con la federazione di Viterbo su come costruire una sfida così importante, provando a dare per la prima volta nel Lazio, lo stesso governo dei cinque anni precedenti. Anche questo è un ritorno alla normalità”.
Giuseppe Ferlicca










