Viterbo – Sono passati quasi due anni dalla tragica morte di Giuseppe Centamore, il 16enne che ha perso la vita in una piscina in Francia. Era il 30 giugno del 2015. E ora, a ventiquattro mesi di distanza, prende il via il primo memorial a lui intitolato. Un torneo di calcio giovanile, nel nome di Giuseppe.
Organizzato dalle associazioni sportive dilettantistiche Calcio Tuscia e Go event si terrà da mercoledì 3 a sabato 20 maggio, all’impianto sportivo dell’università della Tuscia. Due i gironi, per otto squadre che scenderanno in campo: Ronciglione united, Calcio Tuscia (squadra gialla e squadra blu), Viterbo calcio (squadra gialla e blu), Pianoscarano (squadra rossa e squadra blu) e Real Vitorchiano.
“Questo torneo, dedicato alla memoria di mio figlio – spiega il papà di Giuseppe, Salvatore Centamore -, l’ho fortemente desiderato con mia moglie Paola. Con altrettanta enfasi, è stato auspicato dagli amici di Peppe. Paolo Tagliolini, allenatore di calcio, ma soprattutto amico, ha fatto in modo di realizzare il nostro sogno, a due anni dalla scomparsa del nostro angioletto. Non ci sono parole per descrivere l’evento. Ringrazio, oltre agli sponsor, i partecipanti. Ragazzi in erba, avviati alle gare. Nonché i responsabili delle squadre, felici di partecipare e realizzare il torneo”.
Papà Salvatore ricorda la passione di Giuseppe per il calcio. “Anche lui, da raGazzino, giocava al pallore. Non era diventato un campione, ma amava cimentarsi e buttarsi in campo con tutte le sue forze. Questo memorial ci conferma la simpatia che Peppe aveva riscosso negli amici. Chi lo conosceva, i suoi amici e compagni lo ricordano con affetto. Il torneo di calcio è solo il primo di una serie di eventi che, insieme a mia moglie, promuoverò per ricordare la figura di nostro figlio”.
Giuseppe muore il 30 giugno 2015, mentre stava nuotando. Il suo corpo è stato risucchiato da uno dei depuratori della piscina del camping La Petite Camargue ad Aigues-Mortes in Francia. Il 16enne è rimasto bloccato sott’acqua, davanti agli occhi increduli dei genitori e della sorellina Elisabetta. Erano in vacanza.
Le condizioni di Peppe, come tutti lo conoscevano, sono subito apparse critiche. Trasportato in elicottero all’ospedale universitario di Nimes, è morto nella notte. Giuseppe era un nuotatore provetto: solo due mesi prima di morire l’ennesimo riconoscimento dalla Larus.
Poco dopo la morte è stata eseguita l’autopsia che ha confermato la dinamica accertata dalle indagini: decesso per annegamento. Tra fine febbraio e inizio marzo 2016, invece, l’esito delle perizie sulla piscina. Giuseppe è stato ucciso da un depuratore troppo potente. Il padre Salvatore ne è sempre stato convinto. “Non un malore a stroncare la vita di mio figlio – ripete da un anno – ma una pompa d’ispirazione che non ha mai allentato la presa”.

